1° maggio a Sassuolo: pedalata storica sui luoghi del lavoro

Il 1° maggio a Sassuolo sarà quest’anno una giornata di festa e di riflessione, che, dopo la manifestazione della mattina in piazza, vedrà nel pomeriggio un  approfondimento a carattere storico in giro per la città.

Per la festa nazionale del 1° Maggio quest’anno a Sassuolo Cgil Cisl Uil – insieme ad Arci, Anpi Modena e Circolo Arci Alete Pagliani, con il patrocinio del Comune di Sassuolo –  propongono la biciclettata storica “Fame e lavoro. Donne e uomini a Sassuolo nel dopoguerra” per le vie della città.

La partenza è prevista alle ore 16 da piazza Garibaldi con arrivo alle 18.30 al circolo Arci “Alete Pagliani” (via Monchio, 1). La pedalata sarà guidata dagli storici Paola Gemelli e Daniel Degli Esposti, che ripercorreranno con una narrazione storica in 6 tappe i luoghi del lavoro nel secondo dopoguerra. Si toccheranno stabilimenti ceramici e officine meccaniche, per chiudere poi nel quartiere operaio di Borgo Venezia. Qui si avrà l’occasione di approfondire il lavoro delle cooperative e quello femminile a domicilio. Al termine il circolo Alete Pagliani offrirà un aperitivo agli intervenuti.

Il programma della mattinata prevede invece il concentramento alle ore 9.30 in piazza Garibaldi. Seguirano il concerto della banda cittadina alle ore 10 e l’intervento alle ore 10.45 di Alberto Zanetti della segreteria Uil Modena e Reggio Emilia. Durante la festa in piazza, distribuzione di garofani e coccarde. Sono invitati alla manifestazione i sindaci di Sassuolo, Formigine, Fiorano e Maranello, che presenzieranno con i gonfaloni dei Comuni. Nel pomeriggio, come detto, la biciclettata storica “Fame e lavoro. Donne e uomini a Sassuolo nel dopoguerra”. A partecipazione libera.

Anche nella nostra provincia, Cgil Cisl Uil ribadiranno dai palchi delle manifestazioni l’impegno per la legalità, il lavoro regolare e di qualità, la difesa delle condizioni di vita delle persone, lo sviluppo socialmente e ambientalmente compatibile. E ribadiranno a gran voce che non è giusto morire a causa del lavoro, che non ci si può ammalare sul posto di lavoro e che non si può e non si deve accettare di lavorare in condizioni pericolose o rischiose.

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