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Personale di Maurizio Salemi all'Artificio

12/12/2008   Riaprono sabato 13 dicembre gli spazi espositivi dell'associazione l'Artificio, in via Caduti a Sassuolo. L'occasione è data dalla personale di Maurizio Salemi, attualmente insegnante di Disegno e Storia dell’arte al Liceo Formiggini. Nato nel 1966 ad Agrigento, "in quella parte della Sicilia sospesa tra l’Europa dell’estremo sud ed un Nord di un’Africa sempre in subbuglio, in una terra dove la luce non lascia speranza ed i colori subiscono la sua tirannia", si forma artisticamente all’Accademia di Belle Arti di Palermo negli anni Ottanta, anni in cui si fa più cruenta la guerra di mafia e nello stesso ambiente che vedrà nascere la cosiddetta “Primavera di Palermo”. Dalla fine degli anni Ottanta vive a Scandiano dove prosegue la sua ricerca artistica.
"La sua ricerca è assolutamente pittorica" afferma Raffaello De Vito, "Visceralmente, disperatamente, irrimediabilmente. Essa è figlia dell’"essere sospesi tra", poiché i suoi lavori sono gioghi materici, giochi di parole e senso, che naufraga…in tutti i sensi. La luce ha un ruolo fondamentale nella sua opera, ma è, adesso, una luce disperatamente cercata, una luce della nostalgia, una luce della follia che disancora dalla realtà, in cui ogni cosa va indagata nel suo significato più vero, quasi viscerale. Qui l’amore, la morte, la bellezza, il dolore, sono parte di un vero e proprio combattimento contro il buio. Lo stesso modus operandi dell’artista lo testimonia, poiché lavora sempre su superfici nere e mai liscie, ma già materiche e percorse da solchi di ombra. È quella stessa luce che Gesualdo Bufalino oppone al sentimento della morte dei siciliani, disperatamente, inutilmente: «…Così noi continuiamo ad opporre alle abbaglianti vociferazioni del sole,la certezza immemorabile che su ogni cosa trionfa il niente. E che dai nostri occhi, finché non li chiudiamo,sono destinati a combattersi ed ad amarsi per sempre la luce ed il lutto.» Salemi ha cercato e voluto una condizione di straniamento che lo ha portato poco più che ventenne nelle brumose atmosfere dell’Emilia Romagna. Da questa condizione di apolide e di esilio vive la struggente nostalgia della luce, nuovamente “sospeso tra”, in quella condizione di inesistenza e non appartenenza al mondo intorno,di cui è consapevole ogni artista,combattendo le sue “battaglie” e moltiplicando le sue “ferite”sulle tele ,osando provare ancora quella che Cioran chiamerebbe “Tentazione di esistere".
Il vernissage è alle ore 16. La mostra resterà visitabile fino al 27 dicembre con orario 15/20.

Paola Gemelli




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