A Ca' Marta una serata dedicata a Gian Paolo Biasin
24/06/2009
Sarà presentato venerdì 3 luglio alle 20.30 presso Ca’ Marta
“Il canto delle sirene. Scritti scelti · 1969-1997”, antologia di
scritti di Gian Paolo Biasin uscita per Incontri Editrice in
collaborazione con l'associazione sassolese Biasin, che, intitolata
all'importante critico e studioso di letteratura italiana, è volta ad
onorarne la memoria.
Gian Paolo Biasin, scomparso nel 1998 a Berkeley, ha insegnato
Letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università del Texas (Austin),
alla Cornell di Ithaca (New York) e all’Università della California a
Berkeley. Critico e studioso di livello internazionale, ha pubblicato
diversi volumi. Se l’Università di Berkeley assegna dal 2004 una borsa
di studio intitolata «Gian Paolo Biasin Memorial Travel Scholarship»,
Sassuolo invece gli ha dedicato nel 2001 un convegno presieduto dal
professor Ezio Raimondi. Portano inoltre il suo nome la biblioteca del
Liceo «Formiggini» e l’ex sala consigliare di via Rocca.
«Credo proprio» si legge
nella prefazione al volume scritta da Ezio Raimondi, «che
per Biasin la letteratura fosse un luogo dell’amicizia. Come Spitzer
affermava che si può parlare di un testo solo se lo si ama, così Biasin
avrebbe potuto dire che si parla di un testo perché ci è amico. Agiva in
lui, quasi istintiva, la convinzione che al testo letterario si era
legati da un debito di ospitalità o, per dirla con George Steiner, di
cortesia. Il testo per Biasin era un ospite con il quale ci si
intratteneva, in una sorta di amicizia profonda e insieme esigente, ove
il cuore mobilitava l’intelligenza e la gentilezza si traduceva poi
sempre in rigore: la cortesia, infatti, era soltanto il presupposto di
una interrogazione che poi si muoveva nella pagina e dentro alla pagina
con esattezza scrupolosa, nella tensione a dare ascolto sin in fondo
alla parola senza tacere nulla della sua particolarità, diciamo pure
della sua condizione stilistica. Dunque ciò che chiamiamo la forma era
per Biasin un processo estremamente complesso che andava sciolto,
dipanato, indagato in tutte le sue interne ragioni. Non a caso, a poco a
poco in Biasin emerge sempre più frequente un termine come
“antropologico”. Ed è probabile che i diversi impulsi e le molteplici
aperture che Biasin annetteva alla lettura di un testo si unissero poi
alla fine in una dimensione antropologica, sempre che vi si aggiungano
due termini come umano ed esistenziale, che tolgono al linguaggio del
critico ogni ombra di superciliosa professionalità e lo fanno invece
diventare dialogo e disponibilità all’ascolto, a cominciare dal lessico,
alieno dal tecnicismo e insieme specifico e comune, valido per parlare
in generale della condizione dell’uomo».
Nel corso della serata di presentazione del volume sono previsti
interventi di Alberto Bertoni, Mario Pelati ed Emilio Rentocchini.
Si terrà inoltre un momento musicale con brani tratti da "I Giaraun
d’ la luna". Per chi lo desidera, c'è la possibilità di rimanere a
cena insieme al Ristorante di Ca’ Marta. Info:
incontrieditrice@email.it
Paola Gemelli
[]
|