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Al Temple Bar di Sassuolo Caramel di Nadine Labaky 

11/03/2009  Ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica organizzata dal Temple Bar “Ritratti di donna” domenica 15 marzo alle ore 21. La rassegna sarà conclusa con uno dei più acclamati film libanesi, Caramel, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 60° Festival di Cannes e distribuito poi in più di 40 paesi.
Uno stupendo affresco al femminile ambientato in una città il cui nome risuona nella mente di ciascuno affiancato da sostantivi quali guerra, distruzione, abbandono, morte. E invece Beirut appare più viva che mai in questa delicata pellicola che si sviluppa attraverso le vicende di 5 donne libanesi che lavorano e frequentano un salone di bellezza della capitale. Layale (Nadine Labaki, regista e protagonista della pellicola), innamorata di un uomo sposato che malgrado la coinvolga in passionali incontri segreti non ha la minima intenzione di lasciare la moglie, Nisrine, promessa sposa di uomo musulmano a cui non ha mai confessato di aver già perso la verginità e Rima, che lotta contro la sua natura omosessuale. A loro si aggiungono Jamale, cliente fissa del salone, aspirante attrice, alle prese con il passare degli anni e l’avvicinarsi della menopausa e zia Rose, dolcissima donna ormai sulla soglia della vecchiaia che ha sacrificato la propria vita e felicità per occuparsi della sorella psicologicamente instabile Lili.
Nel film non si parla mai dei problemi politici del Libano o dei recenti conflitti, anche se le riprese finirono appena nove giorni prima che scoppiasse la guerra con Israele, nel luglio del 2006. Al contrario, la storia racconta con disarmante spontaneità di persone normali che vivono vite normali nella quotidianità più anonima e poetica che si possa immaginare. La storia di ciascuna delle ragazze ricorda quella di persone che abbiamo incontrato, racconta di emozioni e conflitti interiori che molti di noi hanno vissuto sulla propria pelle e gli occhi enormi e meravigliosamente truccati di Layale scrutano la vita con la semplicità e l’intensità di cui solo una donna, come tutte le donne, è capace. Il titolo Caramel fa riferimento a una tecnica di epilazione usata in Medioriente, che usa zucchero, acqua e succo di limone riscaldati assieme, come a sottolineare simbolicamente il carattere dolce-amaro che la vita spesso assume, a prescindere dalla condizione sociale o dal luogo di nascita, dalla cultura o dalla religione. Una curiosità: la musica, che sottolinea con stile la delicatezza del film, è stata composta da Khaled Mouznar, conpositore sposato da Nadine Labaki poco dopo l’uscita della pellicola. Imperdibile capolavoro che resterà a lungo nel cuore degli spettatori.

Catia Bartoli
 


 

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