Carlotta Aglae, mademoiselle de Valois
la principessa scandalosa
Nel 1531 la famiglia Estense ottenne la città di
Modena, di cui potè godere del Palazzo Ducale (che diventerà dimora
ufficiale della famiglia alla fine del Cinquecento, quando Modena diverrà
capitale del ducato) e della “Villa delle delizie”, il palazzo di Sassuolo
assurto al ruolo di residenza estiva per i duchi.
E proprio nel luogo di villeggiatura ducale, a più
riprese, il duca Rinaldo d’Este tentò di confinare l’esuberante Carlotta,
moglie del figlio Francesco III d’Este, con la vana speranza di rendere
quantomeno la reputazione della principessa degna del proprio titolo.
Carlotta, quarta figlia del re di Francia Filippo d’Orléans,
giunse a Modena nel 1720. Il padre fu ben lieto di allontanarla da Parigi,
dove era nota oramai a tutti la scandalosa relazione che da tempo
intratteneva con il duca di Richelieu. Francesco, dal canto suo, sapeva ben
poco dei trascorsi licenziosi della futura moglie ed aveva accettato di buon
grado il matrimonio, come qualunque altra incombenza di stato impostagli
dalla sua posizione.
Appena giunta a Modena Carlotta mostrò la sua indole.
Annoiata ed insofferente alla vita di corte cercò subito “rifugio” tra le
braccia del conte Benedetto Selvatico, colui che fu incaricato da Rinaldo di
portare a suo tempo a termine l’accordo per le nozze tra i rampolli. Ferma
sulla sua posizione di non voler consumare il matrimonio con Francesco, lo
dichiarò pubblicamente frigido, costringendolo, offeso a morte, a rifugiarsi
a Bologna. Dietro insistenza del padre e qualche dolce lusinga (per lettera)
di Carlotta, Francesco tornò a Modena, dove immediatamente si accorse che il
nuovo amante della moglie era il proprio fratello, Gian Federico, e voci
insistenti raccontavano che durante le sue battute di caccia, ancora Richelieu si presentasse a palazzo, travestito da venditore di libri, e
fosse accolto da Carlotta a braccia aperte. A quel punto Rinaldo allontanò
da Modena sia il figlio Gian Federico che la coppia di sposi. Carlotta
voleva assolutamente tornarsene a Parigi. Si finse pentita del suo
atteggiamento ostile nei confronti del marito e chiese di poter effettuare
un pellegrinaggio di espiazione a Loreto, da dove, passando per Verona,
sarebbe tornata finalmente in Francia. Il suocero Rinaldo e il marito
Francesco glielo vietarono tassativamente, trasferendola nella residenza
estiva di Sassuolo. Durante le sue pomeridiane passeggiate per il parco,
affacciata alle luminose finestre sulla piazza o camminando per i vasti
corridoi del palazzo architettò il suo viaggio-fuga per Roma. Persuaso il
marito Francesco, arrivarono nella capitale sotto falso nome, per sfuggire
ai divieti sia del duca Rinaldo che del re di Francia Filippo d’Orléans. A
Roma la principessa Carlotta diede fondo a tutte le sue brame. Si inserì in
un batter d’occhio nella mondana e sregolatissima vita della capitale e,
lasciate alle spalle le chiacchiere in merito ad una duplice e contemporanea
relazione con due cavalieri del marito, il conte Molza e il conte Ferretti,
si buttò, è il caso di dirlo, anima e corpo, in una scandalosa relazione con
il cardinale Armand Gaston de Rohan. "La signora principessa non ha dato
altro motivo di osservazione che la frequenza con la quale si porta in casa
del signor cardinale de Rohan, tanto più perchè ieri, essendo passate le sei
di notte senza ch'essa tornasse a casa, convenne al signor principe di
andarla a pigliare" legge il duca Rinaldo in una lettera pervenuta da Roma.
Tale situazione cominciò a pregiudicare seriamente la
politica di casa Estense e l’imbarazzo del Reggente di Francia superò ogni
limite. Filippo richiamò da Roma il cardinale Rohan e Carlotta fu costretta
a partire per Napoli con il consorte, sempre più offeso ed in ira nei
confronti della moglie. Furono costretti ad una sosta a Fano, durante la
quale si dice Carlotta incontrò segretamente, ancora una volta, il
cardinale. I coniugi fecero poi ritorno nelle terre ducali dove
immediatamente nacquero nuove ed insistenti voci riguardo l’ennesima
relazione extraconiugale di Carlotta, il conte Gian Battista Suardi, solo
capofila di, sembra, una schiera ben corposa di amanti locali.
Erano passati due anni dal loro matrimonio e Francesco,
alla luce di tutto ciò che era accaduto, si arrese. Iniziò a trattare
Carlotta con sdegno ed indifferenza, rassegnato alle smoderatezze della
moglie. Fu allora che Carlotta capitolò. Probabilmente incuriosita ed
attratta poi ferocemente intenzionata a conquistare l’unico l’uomo che le
resisteva, nel 1722 si dichiarò in lieta attesa. Ebbero 7 figli e nel 1761
Carlotta morì, a Parigi, dove si era ritirata e finalmente era riuscita a
tornare.
Il duca, rimasto
vedovo, si risposò per ben due volte, con matrimonio morganatico, e si
spense alla veneranda età di 82 anni, in fronte a tutte le ostilità che la
vita coniugale gli aveva riservato.
Nell'immagine:
Pierre Gobert, Charlotte-Aglaé d'Orleans, duchessa
di Modena, Versailles, Museo del Castello
Catia Bartoli
Bibliografia:
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collaboratrice di Sassuolonline
e curatrice della rubrica
dedicata ai personaggi storici: cbartoli1@alice.it
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