Scoprire Sassuolo: da vedere

Le chiese antiche e il cimitero monumentale di San Prospero

 

Sulla destra la Chiesa di San Francesco in Rocca | Photo Luigi OttaniSan Francesco in Rocca

Una prima chiesa dedicata a San Francesco fu costruita a Sassuolo alla fine del XIV sec. da Francesco II della Rosa. Nella seconda metà del XVI sec. Enea Pio la demolì per costruirne un'altra nello stesso luogo. L'attuale Chiesa di San Francesco (sulla destra della foto a lato, di Luigi Ottani) fu costruita per volontà di Francesco I d'Este, negli anni 1650-53, sul lato opposto a quello occupato dalle due precedenti. Il disegno è dell'architetto romano Bartolomeo Avanzini, chiamato nel 1634 a Sassuolo con il compito di trasformare l'antica rocca in palazzo.

Guida alla visita

La volta della Chiesa di San Francesco con al centro l'apoteosi di San Francesco, realizzata dal BoulangerLa chiesa, collegata al palazzo da un percorso pensile segreto, ne costituiva la Cappella Ducale. E' impostata con pianta ad aula coperta a volta a botte su cui si affacciano due grandi e poco profonde cappelle laterali, affiancate da altre quattro più piccole su cui sono imposte le cantorie destinate alla famiglia ducale.

I magnifici affreschi che si ammirano all'interno sono del Boulanger e dei suoi collaboratori, autori anche dei cicli pittorici del palazzo. La decorazione pittorica completa infatti il percorso iconografico voluto dal duca all'interno del Palazzo Ducale, lasciando spazio sia all'esaltazione dinastica sia alla dedicazione al patrono.
Gli inganni illusori della decorazione, dati da colonne, ghirlande, baldacchini, arazzi, vasi, tendaggi e sfondati a cielo aperto culminano nella raffigurazione del santo, al centro della volta, acclamante il cielo, seduto sul carro del tempo (L'apoteosi di San Francesco, realizzata dal Boulanger, al centro della foto a lato che ritrae tutta la volta della chiesa).

Altare maggiore della Chiesa di San Francesco con pala del fiammingo Michele DesubleoLa Chiesa custodisce la preziosa reliquia del Sacro Tronco, donata alla città da Marco Pio nel XVI sec., che ancora oggi, seguendo una tradizione secolare, è portata in processione nelle vie del centro storico la sera del Giovedì Santo. Il crocefisso è conservato nell'altare di destra dove, come in un teatro, l'immagine è attorniata da due angeli in legno argentato e da una Maddalena piangente ai piedi della croce.
Sul lato opposto un altro altare è invece dedicato alla Madonna del Pellegrino, con un frammento di affresco del XV sec. (in origine posto sul prospetto dell'ospizio di S.Stefano destinato ai pellegrini che partivano o giungevano dalla montagna).
La pala dell'altare maggiore (nella foto a lato) è del fiammingo Michele Desubleo e rappresenta San Francesco in estasi (seconda metà del XVII secolo).

 

San GiorgioChiesa di San Giorgio | Photo Luigi Ottani

Non se ne conosce l'anno di fondazione, ma i primi documenti risalgono al 1318. La chiesa di San Giorgio (nella foto a lato, di Ottani) subì un primo ingrandimento nel 1331, secondo le disposizioni testamentarie di Obizzo I della Rosa. Nel 1375 divenne parrocchiale per volere di Niccolò II e di Alberto V d'Este. In segno di riconoscenza gli anziani dedicarono la chiesa a S.Giorgio, protettore di Ferrara, allora capitale estense. Dipendente dalla pieve di Castellarano, ottenne il privilegio di un proprio fonte battesimale nel 1428. La dipendenza dalla pieve di Castellarano era mal sopportata dalla comunità sassolese, che lamentava come Sassuolo fosse più popolata di Castellarano e come le piene del Secchia impedissero troppo spesso di passare il fiume: nel 1594 Marco Pio, signore di Sassuolo, e la moglie Clelia Farnese ottennero dal cardinale Pietro Aldobrandini che S.Giorgio fosse divisa dalla primitiva Pieve. Nel 1624 la bolla di Urbano VIII sancì la separazione e nel 1629 fu concesso il privilegio della collegiata. 

Il campanile della Chiesa di San Giorgio visto da piazza Garibaldi | Photo Luigi OttaniNel 1646, in occasione di lavori di restauro, si ordinò al Boulanger, già al lavoro al Palazzo Ducale, l'esecuzione di un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino ed i santi patroni di Sassuolo. Il campanile originale, del 1495, venne rifatto nel 1687 (nella foto di Ottani a lato il campanile visto da piazza Garibaldi). Su disegno dell'architetto sassolese Antonio Paltrinieri nel 1691 si allargò il coro, dotandolo anche degli stalli per i canonici della Collegiata. Essendo divenuta la chiesa insufficiente a contenere i fedeli, nel 1755 s'incaricò l'architetto veneziano Pietro Bezzi di stilare il progetto per una nuova chiesa. Dal 1757 fu sostituito da Domenico Lucenti e Giovanni Battista Massari, che rielaborano il progetto con soluzioni in linea con gli esiti dell'architettura settecentesca emiliana. Benedetta e riaperta al culto nel 1762, fu consacrata nel 1881.


La pala del Boulanger raffigurante San Giorgio nella chiesa omonima | Photo Luigi OttaniGuida alla visita

La pala del Boulanger (nella foto a lato, di Ottani), restaurata nel 1984, si può ammirare ancora oggi al centro dell'abside. Degni di nota anche gli altari in stile barocco con statue in stucco, opera dello scultore bolognese Antonio Schiassi (XVIII sec.).
Notevoli le tele di Antonio Bresciani (immagine della Beata Vergine del Buon Consiglio trasportata dagli angeli da Scutari d'Albania, occupata dai Turchi, a Gennezzano) e di Francesco Vellani (San Camillo de' Lellis che benedice un moribondo - altare Baggi), entrambe del XVIII secolo.
Immagini e storia degli ultimi restauri sono disponibili sul sito della Parrocchia di San Giorgio: www.parrocchie.it/sassuolo/sangiorgio

 

Madonna di Sotto o del Macero

La Madonna del Macero posta nella Chiesa di Madonna di sottoUna chiesa dedicata alla Madonna del Macero, esisteva fin dal 1287, in località Quattroponti, a nord di Sassuolo. La cappella fu modificata nel 1421 e ancora nel 1481, crescendo la devozione dei devoti per l'immagine della Madonna qui venerata e detta del Macero perché, secondo la tradizione, rinvenuta in un macero per la canapa vicino al fiume (nell'immagine a lato).

Nel 1567 si procedette a lavori di ristrutturazione e si aggiunse una casa al fine di ospitarvi una comunità religiosa. Nel 1574 la cura spirituale della chiesa fu affidata ai frati Minori Conventuali che vi rimasero fino al 1783, quando (in seguito all'allontanamento dei Serviti) si trasferirono nel convento di San Giuseppe. Nei due secoli di permanenza alla Madonna del Macero i frati rifecero il convento e la chiesa con le offerte dei benefattori. La chiesa passò poi a sacerdoti e ad altri ordini religiosi, finché nel 1936 fu affidata ai frati Cappuccini emiliani.
Approfondimenti  sul sito: www.parrocchiamadonnadisotto.it/storia.aspx

Uno degli altari in stucco della Chiesa di Madonna di sottoGuida alla visita

Oggi la Chiesa si presenta priva degli antichi edifici conventuali. La facciata è stata ricostruita nel secondo dopoguerra, il campanile è invece seicentesco. Gli altari in stucco (come quello nella foto a lato) sono probabilmente opera delle maestranze dirette da Luca Colombi, al lavoro al Palazzo Ducale dal 1640.
Inserito nel muro dell'abside si trova il residuo dell'antico affresco della Madonna del Macero, forse proveniente da una "maestà" dipinta su un massello costruito lungo le rive del Secchia e portato a valle da una piena. Impossibile valutare stilisticamente l'opera, ora deturpata da una vasta lacuna nella zona centrale.

 

San GiuseppeChiesa di San Giuseppe | Photo Luigi Ottani

Dove ora sorge l' attuale Chiesa di San Giuseppe, esisteva già alla fine del sec. XV un piccolo oratorio dedicato al santo. Eleonora Pio Bentivoglio, volendo provvedere alle necessità spirituali dei suoi sudditi, vi fece venire i Serviti da Bologna all'inizio del XVI sec. Eleonora e il figlio Alessandro Pio migliorarono la chiesa e la elessero quale luogo di sepoltura per sé stessi e i propri discendenti.
Nel 1640 i Serviti la demolirono e ne costruirono una nuova: è la chiesa che vediamo oggi (nella foto a lato, di Ottani), anche se molto modificata all'interno e nella facciata. Le spese furono sostenute da don Costanzo Teggia, cui è dedicato il piazzale antistante. Il campanile è del 1719. Nel 1783, per ordine di Francesco III, subentrarono i Minori Conventuali, che dovettero andarsene nel 1796 a causa della legge soppressiva di Napoleone. Oggi il convento, convertito fin dal 1875 in convitto-scuola per fanciulle povere o orfane, è sede di una scuola parificata.

Organo di Antonio Colonna posto nella Chiesa di San GiuseppeGuida alla visita

La chiesa fu arricchita nel 1640 con una tela di Antonio Giarola raffigurante San Giuseppe in gloria tra i santi Costanzo vescovo e Filippo Benizzi. Vi è inoltre conservata la celebre Madonna del Merlo, mentre degno di nota è il monumentale organo (nella foto a lato) collocato in cantoria sopra la porta principale, la cui parte fonica fu realizzata dal famoso organaro Antonio Colonna nel 1655. Recentemente per intervento del Comune di Sassuolo sono state restaurate quattro grandi tele di scuola emiliana di epoca tardo seicentesca presenti nella chiesa a decorazione del presbiterio e del coro. 

 

San Prospero e Cimitero monumentale

Cimitero monumentale di San Prospero | Photo Luigi OttaniDove ora sorge la chiesa non c'era, nel sec. XVII, che una cappella dove si venerava un'immagine della Beata Vergine delle Lacrime, ancora visibile all'interno della chiesa. Nel 1630 parte dei numerosi morti di peste fu sepolta nel sagrato ed aumentarono visite e offerte. Il parroco G.Battista Paltrinieri decise allora, nel 1660, di trasformare la cappella in una chiesa nuova. La chiesa fu completata solo nel 1858 conLa tomba dei Rubbiani nel cimitero monumentale di San Prospero | Photo Luigi Ottani l'erezione del campanile.

Di particolare interesse il cimitero (nella prima foto a lato, di Ottani), opera dell'ultimo ingegnere ducale, di origine sassolese, Giovanni Lotti, dove alcune tombe sono in ceramica sassolese ottocentesca, come il monumento funebre della famiglia Rubbiani, realizzato nel 1891 da Carlo Casaltoli(nell'ultima foto a lato). Si cominciò a seppellirvi i morti nel 1801, dopo che il Comune ebbe acquistato pochi metri di terra adiacenti alla chiesa dovendo, per ordine del governo napoleonico, seppellire i morti fuori dal centro abitato (all'epoca la chiesa si trovava infatti fuori dal centro abitato, mentre oggi segna la fine del centro storico). In seguito il cimitero fu più volte allargato, fino alle attuali dimensioni raggiunte nel 1924.

 

S. Chiara

I lavori di edificazione del monastero di S. Chiara cominciarono nel 1613 e avanzarono tra molte difficoltà. Nel 1629 la chiesa e il convento furono benedetti dal vescovo di Reggio, che diede anche il velo ad un gruppo di novizie. Il convento fu soppresso nel 1798 in seguito alle leggi napoleoniche sugli istituti religiosi. Nell'ex convento si ospitò allora il ricovero per gli infermi, precedentemente in S. Anna. Gli interventi novecenteschi hanno snaturato l'assetto edilizio del complesso, rimasto integro solo nella chiesa e in qualche zona della manica affacciata sull'attuale via Menotti.

Guida alla visita

Le zone superstiti presentano caratteri formali settecenteschi, dovuti a lavori di manutenzione concentratisi negli anni '80 del XVIII sec. All'interno si trovano splendidi dipinti del '700 di scuola emiliana.

 

S. Anna

L'asilo di Sant'Anna e, sulla destra, la facciata dell'antico Oratorio | Photo Paola GemelliNel 1610 si acquistò un terreno al limite dell'abitato, sulla strada per la montagna (oggi via Cavallotti): qui si costruì un ospizio destinato ai pellegrini forestieri di passaggio. Durante la peste del 1630, tuttavia, l'ospizio fu usato anche come lazzaretto. Il piccolo oratorio dedicato a S. Anna che serviva l'ospedale fu ultimato nel 1643. Nel 1753, su decreto del duca Francesco III, si avviarono lavori di trasformazione e ingrandimento, terminati con la costruzione della facciata nel 1761. L'ospedale risultò da una radicale modifica del vecchio complesso, cui si aggiunse ex novo la chiesa, in posizione simmetrica rispetto all'infermeria ricavata da modifiche al vecchio oratorio. L'ospedale divenne ben presto troppo piccolo e per di più si era venuto a trovare in un luogo insalubre per la vicinanza di officine, filande della seta e una manifattura ceramica. Inoltre l'aria proveniente dalla montagna verso nord (cioè verso il centro abitato) faceva temere la diffusione dei contagi. La torre campanaria di Sant'Anna | Photo Paola GemelliNel 1801 l'istituzione fu trasferita nell'ex convento di S. Chiara e l'edificio dell'ex ospedale fu destinato a caserma, mentre l'oratorio fu riaperto al culto nel 1821. Il vecchio ospedale è dal 1888/9 sede di un asilo infantile.

Guida alla visita

Esternamente il complesso presenta un corpo centrale chiuso tra le due facciate uguali della chiesa e della ex infermeria. Il portico è caratterizzato da sette fornici che corrispondono alle finestre del piano superiore. All'interno, la pala, che rappresenta la Madonna in gloria con Sant'Anna e San Gioacchino, è del XVII sec. Su via Marini si affaccia la torre campanaria (foto a lato).

Paola Gemelli

 

© Testi: Paola Gemelli - Photo: Luigi Ottani e Paola Gemelli
Si ringrazia Luca Silingardi per l'immagine della Madonna del Macero, le parrocchie di San Francesco e Madonna di Sotto per le immagini degli altari.
Bibliografia - Pagina aggiornata il 10/11/2010

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