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Periodico telematico di
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Ottani e i giochi del caso
Luigi Ottani, fotografo e fotoreporter, alla fine di quest’estate
è stato colpito dalla peggior catastrofe che possa accadere ad un
professionista che utilizza i media elettronici: l’hard-disk del suo
computer si è bruciato senza che egli avesse realizzato le copie di
back-up dei suoi ultimi lavori. Dopo aver impiegato un software di
recupero dati, Ottani ha constatato come la macchina informatica in
avaria avesse modificato e riassemblato le sue fotografie,
restituendogli delle immagini follemente scomposte, frammentate,
riunite, colorate a tinte fluorescenti e lisergiche. L’idea della
mostra nasce dall’applicazione, involontaria ma rigorosa, del principio
buddista del wu-wei, il non-agire, inteso non come passività e inerzia,
ma come spirito di adattamento armonico alla realtà e ai giochi del caso.
Un caso che, in sinergia con un malfunzionamento del software, ha dato
risultati di un gusto sbalorditivo, che hanno a monte gli esperimenti
aleatori dell’avanguardia Surrealista, e coniugano la tecnica del
cut-up, amata da William Burroughs e da David Bowie, con dei risultati
che sembrano frutto della più raffinata agenzia di design contemporaneo.
Luiza Samanda Turrini (pubblicato su "L'Informazione" del 21/10/2008)
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Aut. Tribunale di Modena n. 1721 del 21.10.2004 -
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