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"Individui senza comunità": lezione di Magatti in biblioteca

22/11/2010  Si avvia alla conclusione, con gli ultimi due appuntamenti in programma, il ciclo "Costituzione. Storia e teoria di un'esperienza politica" promosso dalla Fondazione Collegio San Carlo, nell'ambito delle attività rivolte alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
Partendo da una ricostruzione delle principali tappe che hanno caratterizzato lo sviluppo delle concezioni di costituzione, il ciclo  - spiega la nota stampa -  intende "contribuire ad analizzare il tema «costituzione» non solo nelle sue valenze giuridiche e filosofico-politiche, ma anche nella sua più ampia accezione di «vita in comune» e di «stare insieme» allo scopo di individuare i nodi critici e le prospettive di sviluppo che presiedono alla definizione dei diversi modelli di sfera pubblica nell'età contemporanea e che si condensano, oltre che nelle riflessioni sulla natura della città e sulla ristrutturazione degli spazi urbani, sui confini e sui caratteri della cittadinanza e sulle principali passioni che animano il discorso pubblico: la libertà e la paura".
Venerdì 26 novembre alle ore 17.30 con Mauro Magatti, professore di Sociologia generale presso l'Università Cattolica di Milano, si discuterà di "Individui senza comunità". Alla conferenza si potrà assistere, oltre che presso la sede della Fondazione di via Sigonio, anche in livestream in diverse biblioteche della provincia, tra cui la Biblioteca comunale N. Cionini di Sassuolo. La riflessione del professore prenderà l'avvio dal termine "libertà", forse il più usato nella contemporaneità, benché se ne abbia un'idea rudimentale e contraddittoria. «A prevalere è, infatti» spiega il professore in "Libertà immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista" «un'idea minimalista: la mia libertà finisce dove comincia quella altrui. Libertà è, prima di tutto, assenza di costrizioni. Storicamente, questa impostazione è stata vincente: nella sua umiltà, essa ha lavorato in profondità, erodendo le basi dei sistemi di potere chiusi che per secoli hanno angustiato l'esistenza umana. Questa idea puramente negativa di libertà, raggiungendo progressivamente i propri obiettivi, si rivela, però, sempre più inadeguata. Di fronte alla potenza che suscita, essa rimane confusa, sia perché non elabora la questione del suo limite, sia perché non affronta il tema della sua origine. Per capire il nostro tempo, occorre partire proprio da una critica dell'immaginario della libertà che si è affermato negli ultimi decenni e dalla limitatezza della concezione antropologica che esso presuppone.» Temi, come si vede, di ampio interesse e che - parlo per esperienza diretta - sono sempre trattati con un linguaggio semplice e divulgativo, davvero alla portata di tutti.
Il venerdì successivo, 3 dicembre, il ciclo si chiuderà con una lezione dal titolo  "Le anime della città. Modelli e principi della metropoli postmoderna" tenuta da Giandomenico Amendola, professore di Sociologia urbana presso l'Università di Firenze.

Paola Gemelli

Photo: il sociologo Mauro Magatti

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