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Duo: doppia personale ai Magazzini Criminali

28/01/2011 Ancora un evento presso i Magazzini Criminali che sabato 29 gennaio, alle ore 18 e alla presenza degli artisti, inaugurano "DUO", personale di Domenica Basile e Sebastiano Cantelli. Due diversi approcci per esiti sorprendentemente analoghi, come spiega la curatrice Luiza Samanda Turrini: "dal punto di vista della forma, i linguaggi impiegati da Sebastiano Cantelli e Domenica Basile sono senz’altro antitetici. Da una parte la materia grumosa dell’Informale, dall’altra l’astrazione pura delle lettere dell’alfabeto. I loro risultati d’approdo però risultano sorprendentemente analoghi.
Sia Cantelli che Basile rappresentano il caos.
Sebastiano Cantelli attinge all’eredità di Poesia Visiva, che ha il proprio centro di gravità nella riflessione sul linguaggio dei media. Come molti grandi del movimento, Cantelli crea pattern di parole e lettere estrapolate dai quotidiani. Lacerti di notizie, indecifrabili, sovrapposti, indistinguibili gli uni dagli altri. (...)
Cantelli evidenzia la con-fusione del melting-pot mediatico, che cancella le informazioni dalla memoria proprio a causa della loro saturazione. Il messaggio linguistico (ovvero la parte più raffinata della pubblicità e dei media) non passa, si lacera, si confonde". Del tutto diverso l'approccio di Domenica Basile: "Una pittura oscura, con riferimenti alla notte, ai fiumi dell’inferno, a bruciature e costrizioni. Domenica Basile dedica una serie pittorica ai vizi capitali.
La superbia, il primo peccato di Lucifero e di tutta la sua stirpe, che porta ad un cieco amore di se stessi.
L’ira, che rende schiavi di azioni incontrollate nel tentativo di riaffermare il proprio io. Difficilissima da incanalare propriamente, l’ira è velenosa, e viene rappresentata da Basile come una cagliatura di lividi grumi.
L’invidia, un itterico diagramma di malattia, si adopera per sminuire o danneggiare coloro con cui non reggiamo il confronto, ed è l’unico vizio che non da piacere. Peccato sconosciuto ai greci, l’invidia prolifera sotto i paradigmi egualitari di cristianesimo e democrazia.
La lussuria, ragnatela nera ed elegante, è il demone del desiderio che attira l’individuo là dove si parla tramite la semantica delle viscere. Un linguaggio pericoloso, per la sua immediatezza, la sua infallibilità, per il suo essere pieno di trappole ed enigmi.
La gola, rossa e bianca come carne cruda velata di grasso, è la connessione con la parte più ancestrale dell’uomo, ma anche la bulimia consumistica, la dipendenza da zuccheri e da quei piccoli momenti euforizzanti per riempire il vuoto.
L’avarizia, che l’artista raffigura densa di filamenti vischiosi, è la scelta dell’impotenza, la confusione fra mezzo e fine, l’elevazione del denaro a bene supremo.
L’accidia, bianca come il vuoto, lo spleen, la caduta di tutti i desideri e di tutte le speranze. L’accidia ribolle di schiuma come la superficie della palude Stigia, con i suoi dannati conficcati nel fango.
Un fango che sa di terra, di materia indifferenziata, che ricorre in quasi tutte le opere di Domenica Basile. Solcato da crepe, nervi, fenditure
."
L'esito, si diceva, è per entrambi il caos, ma "se Cantelli rappresenta il caos epistemologico, quello degli stimoli e delle modalità della conoscenza, Basile rappresenta il caos endogeno delle pulsioni. In entrambi i casi, l’essere umano è come uno spettro, che si intravede ai margini della tempesta".
La mostra sarà visitabile fino al
20 febbraio 2011 presso la sede di piazzale Gazzadi, 4 a Sassuolo il sabato e la domenica dalle 16.00 alle 19.00. Per appuntamento: 392 4811485 - info: magazzinicriminali@libero.it

Photo: due delle opere in mostra

 

 

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