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"Nella valle di Elah" al cinema San Francesco di Sassuolo

19/11/2008  «La Bibbia racconta che Golia, ogni giorno, per quaranta giorni, sfidò a combattimento, nella valle di Elah, i guerrieri più forti e valorosi di re Saul, ma che nessuno di loro accettò la sfida. All’improvviso un giorno si presentò un giovinetto di nome Davide, che portava il pane, dicendo: “Combatterò il gigante”. E armato solo di fionda e di cinque sassi levigati, avanzò per affrontare il gigante, che subito si lanciò alla carica. Davide non si mosse e, dopo aver fatto scoccare la fionda, colpì il gigante. Quello fu certo un atto di incredibile coraggio. La Bibbia, però, tace sul numero di giovinetti valorosi inviati dal re nella valle prima di Davide. Quante storie di giovani eroi sono andate perdute e oggi non vengono raccontate?» E’ lo stesso regista Paul Haggis che spiega, attraverso il racconto biblico da cui il titolo prende il nome, il senso intrinseco del capolavoro, come molta critica ha voluto definire il film, presentato alla mostra di Venezia l’anno passato. Un film difficile, per gli argomenti trattati e la cupezza della sceneggiatura, la stessa oscurità che alberga negli animi dei protagonisti e negli ambienti nei quali si muovono. Il veterano del Vietnam
Hank Deerfield cerca il figlio Mike, rientrato dal fronte irakeno e inspiegabilmente scomparso dopo pochi giorni. Il film racconta passo passo della disperazione austera e dignitosa di questo padre, fedele alla Patria e ai valori che ha trasmesso ai propri figli, alla ricerca di una terribile verità che proprio il mondo militare, a cui aveva dedicato la vita e sacrificato già il primo figlio, cerca di insabbiare senza rispetto per i sentimenti veri e per gli affetti. L’antimilarismo del regista di “Crash – Contatto fisico” viene espresso nella pellicola senza urla o effetti speciali. Ciò che colpisce lo spettatore non sono i colpi di scena o i rumori della guerra ma la consapevolezza che ciò passa sullo schermo è la storia vera dell’angoscia di tante famiglie tradite da un ideale grande e potente, più pericoloso della guerra stessa. L’universo di solide e rigorose famiglie americane fatto a pezzi di fronte alla morte di un congiunto, alle menzogne, alla realtà “altra” di un mondo, quello militare, fitto di segreti e rigore impenetrabili; un Golia difficile da abbattere e comunque troppo potente perché sia una volta per tutte. Notevoli le interpretazioni dei due attori principali, Tommy Lee Jones nel ruolo del padre del militare scomparso e Charlize Theron, ispettrice che tenterà di aiutare il veterano malgrado il muro di gomma contro cui sembra continuamente scontrarsi. Impeccabile Susan Sarandon nel ruolo della madre rassegnata ma inconsolabile, le cui lacrime di fronte alla verità della scomparsa del figlio risuoneranno per parecchio tempo nei pensieri degli spettatori, perché universali. La proiezione del film è prevista per mercoledì 26 novembre alle ore 21.

Catia Bartoli


 

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