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"Fantasia esatta": a Sassuolo i
colori della luce di Bruno Munari

Nel corso dell'ottava edizione del Festival Filosofia Sassuolo renderà omaggio all'artista Bruno Munari con un'esposizione, allestita negli spazi di PaggeriArte a cura di Betta Frigieri, Miroslava Hajek e Luca Panaro, che proporrà opere che fanno parte dell'unica collezione ragionata e cronologicamente catalogata delle opere di Munari, di cui la critica d'arte Miroslava Hajek è artefice e depositaria in quanto collaboratrice trentennale del grande artista.
Celebrandosi quest'anno il decennale dalla morte, l'associazione culturale Betta Frigieri ha scelto di riflettere su Munari come l'artista che con le sue opere, in modo particolare con le Proiezioni dirette e le Proiezioni a luce polarizzata, ha anticipato le videoinstallazioni multimediali e influenzato generazioni di artisti contemporanei. Il titolo della mostra, "Fantasia esatta", si ispira al termine goethiano con il quale Carlo Ludovico Ragghianti definiva il lavoro di Munari, poi diventata una delle chiavi di lettura del suo lavoro.
Servendosi della luce e di materiali di uso comune, l'artista è stato capace di costruire una biblioteca d'immagini di grande impatto visivo la cui lettura è ancora tutta da scoprire. Nel suo lavoro artistico esplorava sistematicamente luci, ombre e movimento in rapporto allo spazio. Negli anni '50 realizzò delle opere in miniatura, usando la pittura, tecnica mista, collage di materiali organici come la buccia di cipolla, retini, fili di materiali vari e pellicole colorate trasparenti. Inseriva queste composizioni materiche tra due vetrini che introduceva negli apparecchi per proiettare le diapositive. Il dispositivo toglieva la fisicità all'opera e la ricostruiva con la luce proiettandola in dimensione monumentale. Di queste opere Munari diceva: "con un piccolo vetrino poi affrescare una cupola" o anche: "in una tasca puoi portare tutta una grande mostra". Come fece al MOMA di New York nel 1954.
Dalle Proiezioni dirette, Munari, passò nel 1953 alle Proiezioni a luce polarizzata, nelle quali il movimento di scomposizione dei colori è ottenuto dalla rotazione di un filtro polaroid applicato davanti al proiettore di diapositive. Sempre dallo stesso anno si interessò anche alla problematica della cinematografia astratta, riuscendo a realizzare opere che pongono le basi per poter esplorare le capacità artistiche ed estetiche di questo medium. Con i vetrini a luce polarizzata girò assieme a Marcello Piccardo il film sperimentale I colori della luce (1963), oggi digitalizzato dal figlio Andrea Piccardo (Promovideo) per essere proiettato in occasione della mostra.
Il vernissage è previsto per la giornata di venerdì 19 settembre alle ore 19, mentre alla sera, dalle 21 alle 23, in piazzale della Rosa si potrà assistere alle proiezioni notturne on wall sulla facciata del Palazzo Ducale, che sarà così "affrescato" da queste inedite installazioni di luce ricostruite attentamente così come Bruno Munari le aveva concepite. Lo spettacolo replicherà nelle serate di sabato e domenica, mentre la mostra rimarrà aperta con orario continuato dalle 9 alle 23 nei tre giorni del festival e sarà poi visitabile fino al 26 ottobre con i seguenti orari: venerdì dalle ore 16 alle 20, sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 20. La mostra sarà accompagnata da un prestigioso catalogo edito da APM Edizioni di Carpi, contenente le riproduzioni a colori di grande formato delle opere in mostra con i testi critici di Miroslava Hajek e Luca Panaro.

 

notizia pubblicata il 7-08-2008

 

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