Scoprire Sassuolo: tradizioni

Feste popolari

 

23 aprile: San Giorgio, festa del patrono

La vetrata raffigurante San Giorgio nell'omonimo duomo sassoleseFin dal 1375, quando divenne parrocchiale per volere di Niccolò II e Alberto V d'Este, la chiesa principale di Sassuolo fu dedicata a San Giorgio, protettore di Ferrara, allora capitale della dinastia estense. San Giorgio fu venerato durante il Medioevo e considerato il Santo Patrono già dalla fine del XIV secolo.
Nel 1646 si commissionò al Boulanger una pala raffigurante il santo martire (Madonna col Bambino ed i santi patroni di Sassuolo) che oggi ancora si ammira al centro dell'abside della chiesa.
In passato per la Festa del Patrono si teneva una vera e propria fiera. Erano un tempo numerosi i giorni dedicati a festività religiose, in cui ci si asteneva del lavoro, e le feste, celebrate con devozione e partecipazione, permettevano alla popolazione di riposarsi dal duro lavoro dei campi e di consumare ciò che si era accumulato nei giorni lavorativi. Oggi invece si festeggia più semplicemente.

 

Giovedì Santo, processione del S. Tronco
e fiera dei tiramolla

La fiera dei tiramolla lungo via Rocca | Photo Luigi OttaniE' particolarmente sentita a Sassuolo la ricorrenza del Giovedì Santo. Fin dal mattino i sassolesi credenti iniziano il pellegrinaggio nelle chiese di Sassuolo, culminante con il bacio al crocefisso nella Chiesa di San Francesco in Rocca. La processione del Sacro Tronco si tiene la sera nelle vie del centro storico, con andata e ritorno in piazzale della Rosa, davanti alla chiesa. Non bastando la piccola Chiesa di San Francesco a contenere i fedeli si erige tradizionalmente un padiglione nel piazzale, dove si affaccia anche il Palazzo Ducale. L'atmosfera, per questa tradizione che si ripete da secoli, è particolarmente suggestiva. Durante l'intera giornata si tiene in piazza Martiri Partigiani un mercato ambulante dove si vendono giocattoli e dolciumi. I negozi del centro hanno facoltà di tenere aperto, in deroga al turno di chiusura del giovedì pomeriggio. In via Rocca le roccheggianti (donne abitanti nella via) preparano e vendono i tradizionali tiramolla, dolcetti caratteristici di Sassuolo, la cui origine è da cercarsi in Oriente, come per il Sacro Tronco.

La processione del Sacro Tronco | Photo Luigi OttaniLa processione serale si snoda tradizionalmente seguendo il percorso: piazzale della Rosa, via Rocca, piazza Martiri Partigiani, viale San Giorgio, via Crispi, via Menotti, piazzale Teggia, via Farosi, via Mazzini, viale XX Settembre, via Pretorio, via Clelia, piazza Martiri Partigiani, piazzale Roverella, via Racchetta e ritorno in piazzale della Rosa. Il percorso non si discosta molto da quello settecentesco (documentato presso l'archivio della Confraternita), che era predisposto per la visita delle chiese della città (sette, come da tradizione): piazzale della Rosa, via Rocca, piazza Martiri Partigiani (S. Giorgio), via Menotti (oratorio di S. Francesco da Paola e, al ritorno, S. Chiara), piazzale Teggia (S. Giuseppe), via Farosi, via Mazzini, piazza Garibaldi, via Clelia, via Cavallotti (S. Stefano), via Lea, via Fenuzzi (S. Spirito), via Cavallotti (Ospedale de' Pellegrini, attuale S. Anna) con ritorno da via Cavallotti o dal Parco Ducale.

Nello slideshow che abbiamo composto con foto d'autore di Luigi Ottani vi raccontiamo il Giovedì Santo sassolese: dal pomeriggio con la fiera dei tiramolla fino alla processione serale:

 

 

Storia del Sacro Tronco

Il Crocefisso custodito nell'antica Chiesa di San Francesco è una reliquia sacra che dal XVI secolo accompagna le vicende della comunità sassolese. Il suo ritrovamento in Turchia si deve a Marco Pio, andato all'assedio della città nemica, che poi preservò dal saccheggio in cambio del dono del Sacro Tronco. Secondo la tradizione egli l'avrebbe avuta in dono da una giovane infedele, figlia del Governatore, affinché preservasse la casa dal saccheggio. Giunto in Italia nel 1450, il Crocefisso fu portato a Sassuolo nel 1500 dIl Sacro Tronco, conservato nella Chiesa di San Francesco in Roccaai Pio, divenuti signori della città. All'inizio custodito in una camera del castello, fu poi esposto in una Chiesa posta sull'attuale ingresso alla Peschiera e ufficialmente donato al popolo sassolese nel 1587.

Nel 1588 Marco III Pio istituì la Confraternita del SS. Crocefisso per garantire il perpetuarsi del culto nei secoli e le affidò il compito di custodire la reliquia e la Chiesa di San Francesco. L'iniziativa si deve però alla moglie Clelia Farnese, che sposandosi portò con sé gli statuti e le tradizioni della Arciconfraternita di San Marcello in Roma e ne volle replicare le procedure, processione compresa.

Alla morte di Marco Pio (1599), Sassuolo tornò in mano agli Estensi, che non mancarono di concedere riconoscimenti e privilegi all'arciconfraternita. Enea Pio, privato della successione al feudo sassolese, tentò di riprendersi almeno il Santo Tronco, orgoglio della dinastia. Pare che il suo tentativo fallisse, tuttavia, secondo ricerche recenti, il crocefisso che oggi si venera in S. Francesco è sicuramente una copia seicentesca... quale il destino del Sacro Tronco quattrocentesco?


San Francesco (1901) - Per gentile concessione Loris Cuoghi» Si veniva anche da lontano, in pellegrinaggio, per vedere il Sacro Tronco. La cartolina a lato mostra il padiglione che ancora oggi si erige in piazzale della Rosa, davanti alla Chiesa.

In basso è scritto a mano:
(Sassuolo Emilia)
Pellegrinaggio reggiano 1901





Paola Gemelli

© Testi: Paola Gemelli - Photo: Luigi Ottani
Bibliografia - Pagina aggiornata il 10/11/2010

 

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