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La filosofia nel piatto: tutti i menu del Festival 

22/07/2009   Non poteva che essere la "comunità" l’ingrediente principale degli otto “menu filosofici” che verranno proposti dal 18 al 20 settembre in oltre 50 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo. Un'iniziativa, presente fin dalla prima edizione del Festival Filosofia e ormai consolidata, che sottolinea la centralità del convito nella civiltà umana e ne celebra gli artefici di cucina e di bottega. Ideatore è Tullio Gregory professore di Storia della Filosofia alla “Sapienza” di Roma, fondatore del Centro Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo, direttore dell’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti, edita dall’Istituto Treccani, e noto gourmet. “La comunità", ha spiegato "si costituisce intorno al convito, alla consumazione di un pasto comune al quale nelle antiche mitologie partecipano dei e uomini, morti e viventi, secondo forme rituali delle quali vi è ancora oggi traccia in pratiche presenti non solo in comunità di ispirazione religiosa, ma nell’uso o nell’interdizione di certi prodotti come in determinati riti di rendimento di grazie o di esorcismo. A sua volta il convito rinvia non solo ai partecipanti, ma agli autori e manipolatori delle vivande che vengono servite ai commensali: nella storia, prima i sacerdoti o comunque persone che rappresentavano la comunità, poi i cuochi e i dispensieri con le diverse corporazioni dei fornitori. Ancora una volta le tavole apparecchiate del festivalfilosofia presentano corpose realtà e simboliche allegorie, per ritrovare il valore del convito quale momento di sapide esperienze e civile conversazione”.

I menu ideati per pranzi e cene filosofici sono tutti all’insegna della tradizione e sfruttano i prodotti tipici modenesi e della cucina dell’Emilia-Romagna. Ecco allora, ispirandosi al tema di quest'anno, l'idea di articolare i menu filosofici secondo le diverse corporazioni o università. In prima fila, a Modena, non poteva che trovarsi la storica corporazione dei salsicciai e lardaruoli che presentano tutto quanto l’enciclopedia suina può offrire. Sulle tavole di chi sceglierà tale menu si troveranno crescentine con pesto di lardo, gnocco fritto con Prosciutto di Modena e affettati misti, riso con la salsiccia, cosciotto di maialino da latte al forno, fagioli con le cotiche e, per chiudere, bensone col vino bianco. I friggitori, che trasformano in oro carni e verdure, proporranno invece zuppa di verdure, fritto misto all’italiana di carni, verdure, frutta e crema e tortelli dolci fritti col savor. All'università dei macellai, invece, ci si rifocilla con scaglie di Parmigiano Reggiano con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, tortellini in brodo, bollito misto, collo d’oca farcito, salsa verde e rossa, mostarda di Carpi, cipolline in agrodolce, puré di patate e zuppa inglese. Per chi preferisce il pesce ecco la corporazione dei pescatori con i pesci poveri: alici, pesciolini e anguilla marinati, spaghetti al tonno, sarde fritte, baccalà in umido alla modenese, radicchi verdi dell’orto, crostate della nonna e torta Barozzi. Non poteva poi mancare, proprio nel modenese, la corporazione dei pastai che offrono un’antologia dei “primi”, espressione della civiltà emiliana:  maltagliati coi fagioli, tortelli di ricotta con le biete, riso con verza e spuntature di maiale, tagliatelle prosciutto e piselli, maccheroni col soffritto. Persino i dolci a base di "primi": torta di riso e torta di tagliatelle. Per i vegetariani, Gregory ha messo al lavoro la corporazione degli ortolani e verdurieri, offrendo svariate verdure cucinate nei modi più diversi: friggine, riso alle ortiche, tortelli di zucca, tortino di patate di Montese, verdure e funghi alla griglia, croccante e mirtillo nero dell’Appennino. Non manca all'appello, naturalmente, la corporazione dei cantinieri con stria, gnocchi al forno e pane comune, prosciutto di Modena e affettati nostrani, pecorini dell’Appennino e, d'obbligo, una selezione dei lambruschi doc modenesi: Sorbara, Castelvetro e Salamino di Santacroce. Un posto a parte merita la corporazione dei politici per la quale sono previsti arrosti di coniglio, oche, galletti e, per finire, salame di cioccolato... a buon intenditor!

Tradizione e ironia ispirano infine anche la “razionsufficiente”, il cestino del festival, una  soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che permette di seguire i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. In vendita a 4 euro nei giorni del festival, propone panino, frutta, bevanda, pizza, dolce e acqua, oppure insalata, pane e tisana e tanti altri mix secondo la fantasia della bottega. A Sassuolo sarà in vendita in diversi esercizi tra piazzale della Rosa e piazza Garibaldi, i due "poli" del Festival sassolese... La cucina filosofica è servita!

Programma Festival Filosofia 2009

Paola Gemelli


 




 

 

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