A Sassuolo i grandi maestri del pensiero
contemporaneo
Tra
l'"archivio dei sensi" e il "teatro della ragione" esiste una potenza
intermedia che consente all'uomo, "divino camaleonte" - secondo la
definizione di Gian Francesco Pico della Mirandola - di proiettarsi nel
futuro, inventare il nuovo e costruire miti collettivi. È la fantasia,
potenza evocatrice e creatrice, capace di anticipare ciò che ancora non
si vede, di rivaleggiare con la natura nella creazione di cose
artificiali e mondi di finzione, di immaginare l'inimmaginabile. Sarà
questo il filo conduttore delle lezioni magistrali dell'ottavo
Festival filosofia, in programma dal 19 al 21 settembre a Modena, Carpi
e Sassuolo. Qui, nelle piazze e nelle chiese delle tre città,
grandi maestri del pensiero contemporaneo si confronteranno con il
pubblico su temi più o meno d'attualità, ma comunque sempre oltremodo
stimolanti.
Tra
gli ospiti sassolesi c'è grande attesa per gli stranieri, Marc Augé e
Christoph Wulf, entrambi antropologi, e per Umberto Galimberti,
ospite fisso del Festival. Ma vediamo gli appuntamenti nel dettaglio.
Domenica 21 alle ore 15.30 Giacomo Marramao spiegherà la
difficoltà contemporanea di immaginare un futuro ormai "colonizzato"
dalla globalizzazione. Alle 17.30 Roberto Esposito
proporrà al pubblico di considerare "l'impersonale", spazio neutro e
inclusivo che rinvia all'originaria unità del vivente, come luogo di
possibile innovazione sociale. All'utopia dell'uomo civico, che ha cura
attiva dei beni comuni e degli spazi pubblici, sarà dedicata la
riflessione di Franco Cassano, in programma per la mattinata
della domenica, mentre, nel corso della lezione successiva,
Marc Augé parlerà dell'architettura come luogo dell'immaginazione
sociale e della costruzione dell'avvenire. La lezione di Sergio
Givone, in programma per le ore 10 di sabato 20, sarà
dedicata allo stupore dell'evento come fatto inventivo che si stacca
dalla catena del rapporto tra causa ed effetto. Un importante capitolo
del Festival sarà riservato al rapporto tra verità e finzione, realtà e
artificio. Ragionando sulla differenza tra imitare e copiare, alle
ore 11.30 Salvatore Natoli farà emergere come l'uomo, per non
naufragare nelle apparenze, debba "inventare" verità e "costruire"
immagini di realtà, mentre Maurizio Ferraris, con il quale
l'appuntamento è per la mattinata di venerdì, mostrerà il ruolo
della memoria in questa edificazione tutta umana.
Ancora
al funzionamento della potenza immaginativa sarà orientato l'intervento
di Christoph Wulf, che venerdì pomeriggio mostrerà il
fondamento antropologico dell'immaginazione, radicato nelle azioni e nei
rituali sociali. Su questa scia, sabato pomeriggio alle 17.30 Umberto Galimberti esaminerà il simbolo come fonte di
immagini secondo un processo che non appartiene alla storia della
cultura, ma alla profondità dell'inconscio. Ampio, infine, anche il
capitolo che riguarda la teoria e la fondazione dell'immagine: nel
primo pomeriggio di sabato Giulio Busi illustrerà l'idea
del "Dio disegnatore" e della nascita del mondo come opera d'arte
secondo la tradizione qabbalistica ebraica.
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Festival Filosofia 2008
notizia pubblicata il 6-08-2008
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