"Polis", la disperazione dell’amore
12/9/2008
Con "Polis", lo spettacolo che sarà presentato sabato 20
settembre alle 21.30 presso il teatro Carani, la compagnia
Abbondanza-Bertoni concluderà la trilogia "Ho male dell’altro",
composta dai precedente "Alcesti" del 2002 e "Medea" del 2004. Il
dominante tema della tragedia che ha radici nell’amore sarà qui portato
all’estremo del dolore e della rassegnazione. Al centro della scena un
capanno ligneo ed esseri che, all’aumentare della luce, aumentano di
numero, si spostano a tentoni, cercano di prevaricare l’uno sull’altro
indifferenti alla presenza umana circostante. Toglierà il respiro la
ricerca disperata di un riferimento, univoco ed egoistico, esaltato
dall’incomunicabilità ed esasperato dalla musica e dalla luci, e
dall’immobilismo “frenetico” dei protagonisti. Il capanno sarà
distrutto, il senso della comunità irraggiungibile, ed ognuno, nella
propria rassegnazione, si aggrapperà con forza ad una sola asse,
ancorato per sempre alla propria solitudine. Se nell’"Alcesti" la
tragedia era l’estremo sacrificio per amore e nel "Medea" l’amore stesso
portava alla tragedia, con l’uccisione dei figli da parte di una madre
che l’amore trasformato in odio aveva reso pazza, in quest’ultimo lavoro
la tragedia è l’amore stesso, perché, sembrano volerci spiegare gli
autori, non esiste dolore più grande dell'amore.
Oltre a Michele Abbondanza ed Antonella Bertoni saranno sul palcoscenico
Matteo Reza Azchirvani, Eleonora Chiocchini, Diego Invernizzi, Lorenzo
Lutteri, Chiara Nichelini eTommaso Monza. Le musiche che accompagneranno
la scena e faranno fremere gli animi saranno di Albinoni, Chopin e
Verdi. La speranza è che si tratti soltanto di un’opera di “fantasia”.
Catia Bartoli
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