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Al Festival Filosofia si processa Lewis Carrol

Saranno tanti, anche quest'anno, gli appuntamenti di contorno al Festival Filosofia. Esaurito il programma giornaliero di lezioni magistrali, a chi non fosse ancora stanco di far funzionare la mente, la manifestazione offre infatti un ricco programma serale di spettacoli teatrali e musicali, tanto che si porrà persino l'imbarazzo della scelta. Vediamo di orientarci un po' e di cominciare a vederne qualcuno più da vicino.
Particolarmente interessante e nuova ci sembra la proposta del  Teatro filosofico di Mondotre per la serata di venerdì 19 quando si potrà assistere al "Processo a Lewis Carrol"... Sì, proprio lui, uno degli scrittori di favole che ha più influenzato l'immaginazione e la cultura dell'età evolutiva dalla seconda metà dell'800 ad oggi. Il processo, che avrà luogo in piazzale Avanzini nel contesto di un tribunale immaginario, assumerà la forma del dibattito filosofico, condotto tra "relattori" cui sarà lasciato il più ampio margine di improvvisazione per la propria parte, in quanto, pur essendovi una traccia predefinita per lo svolgimento del processo, nessuno di essi conosce né gli argomenti utilizzati dagli altri né il modo in cui ciascuno intenderà esporli. L'effetto di naturalità e di reale confronto polemico, vivace e nondimeno rigoroso, sarà così garantito.
Ma di cosa sarà accusato Lewis Carrol? Tradotti e pubblicati nel 90% delle lingue del mondo, i due racconti di Alice (Nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio) sono un condensato impressionante di giochi di parole, enigmi, palindromi, quesiti e problemi matematici che hanno certamente cambiato la concezione della psicologia infantile e il modo di raccontare ai bambini il mondo della fantasia. Nel mondo di Alice le cose, gli animali, i personaggi in genere, come anche i numeri, le forme, le situazioni non hanno un'organizzazione logica, ma sono frammenti di sequenze che vivono slegati da ordini di senso compiuto, non vincolati a nomi o significati definitivi. Il paradosso è il vero demone della mente di Carroll: ad esso conseguono la curiosità e la paura, l'euforia e l'ansia, la percezione della bellezza e il senso del tragico.
Chi era dunque Lewis Carroll? Un sadico arrovellatore dei sentimenti disarmati dei bambini? La voce più autentica di una modernità basata sul connubio tra psiche e techne? Un inguaribile bambino egli stesso? Matematico, erudito, fotografo eccellente, docente universitario, in Carroll stesso risiede l'enigma più profondo delle sue favole. E la risposta al quesito se egli abbia culturalmente contribuito ad alimentare le inquietudini dell'infanzia o ne abbia legittimato l'intima aspirazione ad una libera significazione del mondo.
Giudice (e voce narrante) sarà Vittorio Riguzzi. La difesa sarà affidata a Ivo Germano, mentre l'accusa sarà nelle mani di Matteo Mugnani. Regista dello spettacolo sarà Vittorio Riguzzi, Ray Tarantino invece accompagnerà con chitarra e voce. L'appuntamento è per le ore 21.30 ad ingresso gratuito.
 

Paola Gemelli

notizia pubblicata il 4-09-2008

 

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