Visto
per voi: Riondino accompagna Vergassola a incontrare Flaubert
17/04/2011 “Un
classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da
dire” diceva Calvino: un capolavoro
che resiste ai tempi, portatore di un messaggio universale, che
rimane sempre attuale. E che, proprio per la sua natura di classico,
viene riproposto nel tempo.
E’ il destino toccato a Madame Bovary,
recuperato negli anni in adattamenti per il grande e il piccolo
schermo, oltre che teatrali, letto e riletto da studiosi e studenti.
E, da parte di questi ultimi, non sempre volentieri... “A che
pagina siamo?” chiede
insistentemente dal palco del Teatro Carani uno svogliato
Dario Vergassola. Costretto ad una lezione sul grande classico
di Flaubert da una immaginaria campagna per i teatri lanciata dal
Ministero per la Cultura, il comico spezzino fatica ad appassionarsi
alle vicende della giovane e insoddisfatta Emma Bovary. Pazientemente,
David Riondino legge e illustra il capolavoro che aprì la
strada al naturalismo, non senza finire sotto inchiesta per
oltraggio alla morale e alla religione.
Sul palco del teatro sassolese, sullo sfondo di una messa in scena
semplicissima, i due conducono uno spettacolo intelligente, ironico
e divertente che ammicca più volte al pubblico. Due gli obiettivi
raggiunti: la lettura dell’opera, accompagnata dal continuo
commento-brontolio di Vergassola, ne conferma la
classicità-attualità, mentre le irriverenti uscite satiriche del
riottoso scolaro, che agganciano le più recenti vicende della
politica italiana in un divertente gioco di rimandi e contrasti (ce
n’è davvero per tutti), divertono il pubblico per quasi due ore di
spettacolo. Incalzante, esilarante e provocatorio fino alla fine,
quando Vergassola, obbligato a sintetizzare il senso di ciò che ha
ascoltato, conclude: “datela a chi se la merita!”
Un invito al disincanto, che forse va letto a 360°.
Paola Gemelli
Photo: Riondino e Vergassola
in scena
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