Formiggini: tavola rotonda a 70 anni dalla morte
18/11/2008
In occasione dell’inaugurazione
della nuova sede del “Formiggini” e della contestuale
occorrenza del settantesimo anniversario della tragica morte
di Angelo Fortunato Formiggini, suicidatosi il 29 novembre
del 1938 a seguito della emanazione delle leggi razziali,
la Provincia di Modena ha organizzato una tavola
rotonda in programma sabato 22 alle ore 10.30
nell’aula magna degli istituti Volta
e Don Magnani (piazza Falcone e
Borsellino 3).
Si tratterà di un momento di approfondimento utile a raccordare la
conoscenza del profilo del grande intellettuale ed editore modenese, la
memoria storica della discriminazione – e delle successive deportazioni
– di cui furono vittime gli ebrei di Modena e d’Italia, e la
valorizzazione della scuola come luogo privilegiato di costruzione della
formazione storica delle nuove generazioni e di costruzione di una
memoria capace di raccordare il passato con le problematiche e le
interrogazioni del presente. La tavola rotonda – dal titolo Angelo
Fortunato Formiggini e la persecuzione degli ebrei italiani – è
rivolta a docenti e studenti del “Formiggini”, ma anche di altre scuole
di Sassuolo nonché alla cittadinanza. Si cercherà di illustrare e
discutere il contesto storico dell’ebraismo modenese, il profilo
biografico ed intellettuale di Formiggini e le ripercussioni, sul medio
e lungo termine, dell’emanazione delle leggi razziali.
Interverranno Silvia Facchini, assessore
provinciale all’Istruzione, Gianpaolo Anderlini, docente di
Lettere al liceo Formiggini, Antonia
Bertoni, docente di Storia e filosofia
al liceo Formiggini, Giorgio
Montecchi, docente di Bibliografia
all’Università di Milano, e Walter Bellisi, storico e
giornalista.
Nato a Collegara di Modena nel
1878, Formiggini dopo gli studi a
Bologna, Modena e Roma, inizia
nel 1908 un’intensa attività editoriale
proseguita a Genova quindi
a Roma. Nel 1938 obbligato ad abbandonare la sua attività di editore
dall'emanazione delle leggi razziali decide di togliersi la vita "per
richiamare l'opinione degli italiani sull'assurda brutalità del razzismo".
Pone fine ai suoi giorni il 29 novembre 1938, gettandosi dalla
Ghirlandina. Nessun organo di stampa italiano fece menzione del suo
suicidio; i giornali non concessero lo spazio neanche ai necrologi per
la sua morte. Furono invece la stampa internazionale e i giornali
antifascisti pubblicati all'estero a ricordare la sua fine.
Paola Gemelli
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