Appuntamenti e cultura a Sassuolo

Giorni in prova 
Emilio Rentocchini

Emilio Rentocchini è nato e vive a Sassuolo. Insegna italiano nella scuola media di Roteglia, un paesino nelle vicinanze. E' uno dei più importanti poeti dialettali contemporanei. Ha pubblicato Quèsi d'amòur (Grafiche Zanichelli, Sassuolo, 1986), Foi sècch (Edizioni del Leone, Venezia, 1988), Otèvi (Comune di Sassuolo, 1994), Segrè (Libreria Incontri, Sassuolo, 1998). Suoi testi sono stati pubblicati su numerose riviste. Nel 2001 con Garzanti ha pubblicato Ottave.

 

A gh’è di dè, mea tant, m’a gh’è di dè
ch’et piàns perfin coi mócc del matonèl
in t’al curtìl del fàbrich, da per sè
dmand dmandi descurdèdi pr’al servèl,
dmand dmèndga vers el sê dal House Cafè
ch’t’e lèt ed cal bus nèigher sul giornèl
ch’al s’è magnê na strèlla dl’infinî…
Dio? L’univèrs l’è un òurch ch’as lècca i dî.


Ci sono giorni, non tanti, ma ci sono
che compiangi perfino i mucchi di piastrelle
nel cortile delle fabbriche, da soli
come domande scordate nel cervello,
come domenica verso le sei all’House Cafè
quando hai letto sul giornale di quel buco nero
che s’è pappato una stella dell’infinito…
Dio? L’universo è un orco che si lecca le dita.

 

      E' così tiepido il vuoto nelle sue mani, le mani di sempre, in un oggi feriale.
      Ha modo di ricordare il giorno e anche l'ora del pomeriggio, ma non ciò che l'ha preceduto. Solo da lì in avanti la cosa funziona, diventa una corsa sospesa e finalmente intensa.
      Io sono la via, ha in mente in quell'attimo: allarga le dita fasciate di vento e grida.
      Pietà, non è facile uscire per sempre, piantare con un ultimo dialogo odioso. Eppure l'ha fatto, ha trovato a sua insaputa le frasi ed anche la rabbia nascosta in attesa. Hanno taciuto, orgogliosi più che smarriti, uomini e donne, donne e bambini; i quadri alle pareti le sono sembrati più vivi degli occhi dei figli. Ha imboccato la scala come una rampa di lancio, in discesa. Poi la Twingo. I lavavetri al semaforo le sorridevano. Via verso fuori, cercando consiglio nei nomi delle strade, sperando forse in via Fermi.
      Il groviglio si è sciolto, improvviso, alla vista del ponte quasi sospinto dall'acqua, sorretto da un cielo alabastro. Ha parcheggiato col disco-orario, è scesa lasciando il cappotto in macchina. Fiutava con lo sguardo, parlava ad un'altra, sensibilissima, che invano riemerge ogni volta che è tardi. 
      Adesso è ai suoi piedi che pensa, li sente profondi a contatto col muschio del parapetto. Non per altro, ma l'aria che sbrindella i rumori la tiene ormai del tutto a distanza, la spinge confusa verso una gioia nuova, di cui si pente.

     

Emilio Rentocchini, Giorni in prova, Donzelli editore, 2005
>> intervista all'autore

 

[pagina realizzata in collaborazione con Libreria Incontri]


 

 

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