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Giovedì Santo, processione del Sacro Tronco e fiera dei tiramolla

07/04/2009  Che la si viva con spirito religioso o meno, è difficile restare indifferenti al rinnovarsi, anno dopo anno, secolo dopo secolo, di una delle più antiche tradizioni sassolesi: la processione del Sacro Tronco. Custodita nell'antica Chiesa di San Francesco, la sacra reliquia accompagna dal XVI secolo le vicende della comunità sassolese.
Narra la leggenda che del suo ritrovamento la comunità sassolese debba essere riconoscente a Marco Pio. Andato all'assedio della città nemica, in Turchia, egli l'avrebbe preservata dal saccheggio in cambio del dono del Sacro Tronco. Secondo la tradizione egli l'avrebbe avuta in dono da una giovane infedele, figlia del Governatore. Giunto in Italia nel 1450, il Crocefisso fu sicuramente portato a Sassuolo nel 1500 dai Pio, divenuti nel frattempo signori della città. All'inizio custodito in una camera del castello, fu poi esposto in una Chiesa posta sull'attuale ingresso alla Peschiera e nel 1587 ufficialmente donato al popolo sassolese. Nel 1588 Marco III Pio istituì la Confraternita del SS. Crocefisso per garantire il perpetuarsi del culto nei secoli e le affidò il compito di custodire la reliquia e la Chiesa di San Francesco. L'iniziativa si deve però alla moglie Clelia Farnese, che sposandosi portò con sé gli statuti e le tradizioni dell'Arciconfraternita di San Marcello in Roma e ne volle replicare le procedure, processione compresa.
Ancora oggi nella giornata del
Giovedì Santo i sassolesi credenti vanno in pellegrinaggio nelle chiese di Sassuolo e si recano in particolare nella Chiesa di San Francesco in Rocca dove, dalle ore 15 viene esposto il Sacro Tronco ed è possibile posarvi il tradizionale bacio.  La processione del Sacro Tronco si tiene la sera nelle vie del centro storico, con andata e ritorno in piazzale della Rosa, davanti alla chiesa. Non bastando la piccola Chiesa di San Francesco a contenere i fedeli si erige un padiglione nel piazzale, dove si affaccia anche il Palazzo Ducale. L'atmosfera, per questa tradizione che si ripete da secoli, è particolarmente suggestiva. Durante l'intera giornata si tiene in piazza Martiri Partigiani un mercato ambulante dove si vendono giocattoli e dolciumi. I negozi del centro hanno facoltà di tenere aperto, in deroga al turno di chiusura del giovedì pomeriggio. In via Rocca le roccheggianti (donne abitanti nella via) preparano e vendono i tiramolla, dolcetti caratteristici di Sassuolo, la cui origine è da cercarsi in Oriente, come per il Sacro Tronco.
La processione serale si snoda tradizionalmente seguendo il percorso: piazzale della Rosa, via Rocca, piazza Martiri Partigiani, viale San Giorgio, via Crispi, via Menotti, piazzale Teggia, via Farosi, via Mazzini, viale XX Settembre, via Pretorio, via Clelia, piazza Martiri Partigiani, piazzale Roverella, via Racchetta e ritorno in piazzale della Rosa. Il percorso non si discosta molto da quello settecentesco (documentato presso l'archivio della Confraternita), che era predisposto per la visita delle chiese della città (sette, come da tradizione): piazzale della Rosa, via Rocca, piazza Martiri Partigiani (S. Giorgio), via Menotti (oratorio di S. Francesco da Paola e, al ritorno, S. Chiara), piazzale Teggia (S. Giuseppe), via Farosi, via Mazzini, piazza Garibaldi, via Clelia, via Cavallotti (S. Stefano), via Lea, via Fenuzzi (S. Spirito), via Cavallotti (Ospedale de' Pellegrini, attuale S. Anna) con ritorno da via Cavallotti o dal Parco Ducale. La partenza è prevista per le ore 20.45.
Ai cultori di storia va detto tuttavia che alla morte di Marco Pio (1599), Sassuolo tornò in mano agli Estensi, che non mancarono di concedere riconoscimenti e privilegi all'arciconfraternita. Enea Pio, privato della successione al feudo sassolese, tentò di riprendersi almeno il Santo Tronco, orgoglio della dinastia. Pare che il suo tentativo fallisse, tuttavia, secondo ricerche recenti, il crocefisso che oggi si venera in S. Francesco è sicuramente una copia seicentesca... Del Sacro Tronco quattrocentesco, dunque, pare si siano perse le tracce. Un particolare che però non pare avere scalfito la fede dei sassolesi, tanto più che a testimoniare il potere miracoloso, e quindi l'originalità della reliquia, in San Francesco fanno bella mostra di sé gli ex-voto dei fedeli...

Paola Gemelli
 


 

 

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