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Il Cimitero monumentale di S. Prospero: presentato il libro

8/11/2008  L’ideale scaffale di libri dedicato alla storia e all’arte di Sassuolo si è arricchito di un nuovo, importante volume, edito da Incontri Editrice: Il Cimitero monumentale di San Prospero di Sassuolo, curato da Vincenzo Vandelli, con atlante fotografico di Diego Cuoghi. Presentato dall’Amministrazione Comunale alla cittadinanza nella serata di giovedì 6 novembre, il volume raduna contributi di studio fondamentali per la conoscenza del passato sassolese. Gli usi e i luoghi delle sepolture sono ripercorsi lungo i vari secoli da Vincenzo Vandelli, mentre le vicende costruttive del cimitero stesso, sulla base del disegno dell’architetto ducale Giovanni Lotti, vendono indagate da Ilaria Fangareggi. La bella chiesa seicentesca di San Prospero, presso cui si costituì il cimitero, è illustrata nei suoi valori artistici da Lorenzo Lorenzini, che si sofferma sulle ricche decorazioni plastiche. Ma ciò che forse più coinvolge, sia nelle pagine del libro che in questa virtuale visita al complesso monumentale, è proprio l’aspetto delle sepolture, che davvero costituisce una “città specchiata”, come la definisce nel suo saggio Francesco Genitoni, nel senso che rispecchia la città dei vivi, con le scritte sulle sue lapidi, i suoi simboli ed emblemi, le statue, i rilievi. È questa una città “popolata da uomini ‘come vivi’ e che restano tali raccontando a noi, loro concittadini, se stessi e la loro famiglia”, con la loro memoria di legami parentali, di affetti, di attività professionali e commerciali, di aspirazioni, di progetti rimasti irrealizzati.
Ma il cimitero è anche un vero “museo all’aperto”: “Seguire l’evolversi stilistico delle sculture presenti nel cimitero – scrive Silingardi – permette di gettare uno sguardo su una campionatura limitata ma eloquente che include le correnti artistiche e gli orientamenti di gusto che guidarono le scelte degli scultori e della committenza sassolese”, dallo stile ancora neoclassico del profilo sulla lapide della contessa Isabella Ferrari Moreni, consorte del conte Luigi Giacobazzi, del 1842, al romanticismo del bel busto di Luciano Barozzi, del 1874, scolpito dal sassolese Ciro Zironi, allievo di Duprè, fino al simbolismo liberty della lapide della famiglia Sighicelli, opera del 1910 del modenese Armando Manfredini, e al novecentismo del Ritratto dello studente Piero Fontana, bronzo di Marino Quartieri del 1961. Emblematica di Sassuolo e della sua realtà produttiva è poi la spettacolare tomba in ceramica della famiglia Rubbiani, titolare della nota manifattura, realizzata in ceramica da Carlo Casaltoli nel 1891, che nel volume è illustrata da Vincenzo Vandelli fra le lapidi in ceramica. Seguono quindi le schede delle tombe, ricchissime di dati storico-documentari, a opera di Andrea Barbieri, Ilaria Fangareggi, Francesco Genitoni, Anna Maria Ninzoli, Luca Silingardi, Vincenzo Vandelli.
Un volume che è un prezioso strumento per conoscere la più intima storia della città, che è anche storia individuale, di ciascuno di noi, le radici della nostra identità.



 



 

 

 

 

 

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