Nuova mostra ai Magazzini Criminali
05/10/2009
Nuova mostra presso i Magazzini Criminali a Sassuolo che dal 10
ottobre al primo novembre ospiteranno “Il ROSSO e il filo”,
personale di Chiara Valentini curata da Luiza Samanda Turrini.
"Chiara
Valentini" spiega la curatrice, "è un‘artista multimediale, che
predilige materiali di natura radicalmente femminile. Lana grezza, la
stessa con cui le donne del Neolitico hanno intessuto i primi orditi.
Installazioni ambientali, per modificare lo spazio chiuso. Filo da
ricamo con cui trapassare il supporto, per segnarlo anche dove non si
vede. Come se la tela fosse un corpo lacerato da curare, oppure da
decorare in maniera estrema. Il ricamo è un’arte cosiddetta minore,
declassata dal predominio maschile del pennello. Al principio si
connetteva con l’esercizio della regalità femminile. Nelle fiabe spe sso
assume valenza di incantesimo, per legare e sciogliere. La filatura
invece si relaziona con lo scorrere del tempo, e con la sua custodia.
Chiara Valentini sospende dei fili di lana bianca, che si accorpano fino
a formare dei bozzoli biomorfi. Nidi, tasche ventrali, uteri sospesi
nell’aria. Lo spazio ideale per operare una metamorfosi. Ombre sporche
di terra invadono i piani della geometria euclidea. Ombre rovesciate e
smozzicate, senza testa né arti, con occhielli rossi cuciti a punto
croce. Tracciati organici, color sangue, per evidenziare la matrice dei
corpi, il suo centro poietico. Il piombo è il materiale per eccellenza
della guerra, ma la Valentini lo usa per suggerire la levigatezza della
carne. Come facevano i cacciatori paleolitici, che intarsiavano le loro
veneri nella selce perchè era l’unico materiale liscio come il ventre
delle donne incinte. L’artista fissa i lineamenti del suo viso con un
tratto indelebile, intessuto nella tela. Con un filo che si pianta
dentro, e si cicatrizza nel supporto.
Il rosso è l’unica traccia
cromatica fra il bianco e il nero. E’ il colore delle viscere,
dell’interno dei corpi, di ciò che non si deve vedere. È il colore della
soglia, del ciclo femminile e della deflorazione. Fino alla regina
Vittoria, che lanciò la moda del bianco, gli abiti da sposa erano
rigorosamente rossi, e di rosso si vestono le spose indiane. Il rosso è
in definitiva il colore dell’essere umano, posto fra il nero della terra
e il bianco del cielo. La Valentini traccia sentieri dove le orme hanno
inglobato ciò che le produce. File di piedi, come i sassolini nel bosco
di Pollicino. Piedi/scarpa, da ritrovare come la scarpetta di cristallo.
Da seguire sui sentieri della memoria. Queste tracce stregate sono fatte
di cera, il materiale che prima dei polimeri plastici meglio riproduceva
la carne umana. Chiara Valentini usa un linguaggio arcaico che sfocia
spesso nel codice magico-rituale. Nella sua arte c’è un richiamo
continuo alla forza creatrice dei corpi, al filo rosso del sangue che
unisce le generazioni, all’importanza della memoria. Per ricordarci chi
siamo e da dove veniamo, e che cosa vorremmo diventare."
La mostra è allestita presso lo spazio in piazzale Gazzadi 4. Per
info:
magazzinicriminali@libero.it
Paola Gemelli
[]
|