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Alla bottega Yoop l'evento "Incomunicabile" di Leo Bellei

24/08/2010 E' in programma dal 23 agosto 2010 al 28 febbraio 2011 presso la "Bottega Yoop" in via Mazzini 40 a Sassuolo un evento artistico a cura di Luiza Samanda Turrini per i Magazzini Criminali: "Incomunicabile" di Leo Bellei.
"Nella storia dell’immagine femminile italiana" spiega Luiza Samanda Turrini, "Monica Vitti rappresenta il primo caso dello scomodo cortocircuito fra corpo e cervello. Alta, bionda, elegante e cerebrale, la sua è una bellezza introversa e narcisista, da guardare da lontano. Non si può toccarla, non si può parlarle. Almeno all’inizio, quando è la musa metafisica di Antonioni, il maestro di quell’incomunicabilità che nasce nelle città del boom economico. I film di Antonioni sono dilatati e formalmente perfetti, e gli esseri umani vi vengono osservati senza partecipazione, come se fossero degli insetti su un fondale articolato. Quando debutta con lui, diventando la sua compagna, Monica Vitti ha diciannove anni. Dopo questa stagione dei silenzi, la Vitti mostra il rovescio della medaglia, diventando l’unica mattatrice della commedia all’italiana, a pari merito con personaggi del calibro di Sordi, Tognazzi, Gassman e Manfredi. “Scoprire di far ridere è come scoprire di essere la figlia del re.”, ha commentato in seguito. Viso ovale, occhi lussureggianti, voce leggermente roca, bravura poliedrica e versatilità totale, fanno di Monica Vitti un soggetto imprescindibile per il progetto di Leo Bellei. Con una tecnica che sovrappone stucco, vecchi quotidiani ed immagini stampate, Bellei indaga i mutamenti dell’icona femminile nell’epoca delle comunicazioni di massa, sondando il territorio sacro delle dive. Anna Mae Wong, Louise Brooks, Peggy Guggenheim, Edie Sedgwick, Silvana Mangano, Anais Nin, Marianne Faithfull: l’artista ci mostra un ritratto a 360 gradi della donna degli ultimi cento anni, rivelando come il processo della fama sia reversibile, e quanto siano prossime dimenticanza e memoria."

Due parole anche sulla sede espositiva: "Bottega, come luogo di prodotti ricercati, di incontro, scambio e interazione, contro la logica della vendita a tutti i costi. Yoop, come “e risuona il mio barbarico yoop sopra i tetti del mondo”, da L’Attimo Fuggente di Peter Weir. Secondo il dizionario dello slang urbano, la parola yoop indica un suono onomatopeico di entusiasmo.
Ma Mrs Yoop è anche una gigantessa della saga di Oz, un particolare tipo di strega, la Yookoohoo, l’ Artista delle Trasformazioni.
Lo spazio bianco di Bottega Yoop è l’ideale per le metamorfosi. I sogni di plastica di Melissa, che mettono ai piedi creazioni di Zaha Hadid, l’archistar che ha progettato il MAXXI di Roma. I gioielli di Lorilò, che nascono da operazioni di recupero in flea-market e cassettoni in soffitta, dando nuova vita ad oggetti dimenticati, laccando di bianco vecchie chiavi di porte segrete. I vestiti di Malloni, che scompongono le linee sartoriali intorno al corpo, e scompaginano la tradizionale semantica dei capi d’abbigliamento. Gonne a pieghe con cerniera da istitutrice punk, tubini color ghiaccio con cuciture-scultura, volumi che creano armature, che si sciolgono subito dopo in linee fluide.
Bottega Yoop propone vestiti che vanno profondamente d’accordo con lo spirito dei tempi. Vestiti decostruiti per l’epoca della decostruzione, ovvero l’ultimo grido della filosofia contemporanea. La decostruzione smonta la logica classica che oppone il vero al falso, e mostra l’assenza di senso delle coppie oppositive bianco/nero, maschio/femmina, bello/brutto. Perché la verità (o lo stile) sta nel sottile tratto che li divide.
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L'Associazione Culturale Magazzini Criminali ha sede in piazzale Gazzadi, 4 a Sassuolo. Per appuntamento: 392 4811485. Info: magazzinicriminali@libero.it
 

 

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