Periodico online di informazione culturale della città di Sassuolo

La cultura secondo Luca Cuoghi: intervista al neoassessore

3/07/2009   Sassuolo ha un nuovo assessore alla Cultura: Luca Cuoghi, che si occuperà anche di Sanità, Associazionismo e Sussidiarietà. Classe 1967, Cuoghi è sposato con due figlie. Impiegato in banca, è stato promotore della lista civica “Per Sassuolo” ed è alla prima esperienza in politica.
Lo abbiamo incontrato per quattro chiacchiere sui principi che lo ispireranno nel suo lavoro di assessore. Quale programmazione culturale attende Sassuolo nei prossimi anni? Quale sarà il futuro di vecchi e nuovi contenitori culturali? Sono alcune delle domande che gli abbiamo rivolto. Ed ecco cosa ci ha risposto:

Quali idee sosterranno il suo lavoro di assessore, in particolare per quello che riguarda la cultura?

Il progetto proposto dalla coalizione in campagna elettorale era in linea di massima quello che era stato elaborato da noi come lista civica e da me in particolare. Si basa su un concetto fondamentale, enunciato nel titolo che avevamo dato al nostro programma: “Abbasso la Kultura!”. Provo a spiegarmi meglio. Io credo che la cultura abbia diversi aspetti e che debbano essere valutati a 360°. Qualsiasi altra visione si chiama censura ed è il peggior nemico della cultura. Sicuramente dobbiamo andare a cercare dappertutto e dobbiamo cercare delle nuove proposte… io credo però che saremo pronti anche ad accogliere, a capire e a valorizzare le nuove proposte solo quando avremo capito davvero qual è la nostra cultura, quali sono le nostre tradizioni culturali, letterarie, musicali e qual è il nostro patrimonio da un punto di vista artistico… “Abbasso la Kultura!” significa questo. Una delle novità che proporrò come assessore alla cultura sarà quindi un’attenzione molto più forte alle tradizioni, alla cultura che nasce dal nostro territorio, dal nostro paese…

Al capitolo eventi, quindi, quali novità ci aspettano?

Io credo che soprattutto negli anni passati Sassuolo fosse una vera fucina di proposte culturali popolari che per me avevano un grosso valore, perché coinvolgevano molte persone. Penso ad esempio al Festival dello Studente, una gara canora tra giovani. Non offriva gli sbocchi di un Festival di Castrocaro, però dava la possibilità alla gente di dire “andiamo, proviamo a suonare, cantare qualcosa, confrontiamoci e se la cosa ci diverte approfondiamo”. E a Sassuolo poi sono nati dei grandi artisti in campo musicale… Credo che eventi di questo tipo siano importanti e vadano rispolverati. Penso anche ad altri eventi di carattere popolare che tuttora vengono svolti, come ad esempio il Carnevale di Rometta che potrebbe essere esteso a tutta la città. Ma penso anche alle proposte che vengono in particolare dai più giovani, che – un po’ anche perché hanno più tempo – escono più facilmente di casa e avanzano più proposte…
E proprio sui giovani avevamo come lista civica fatto delle proposte che verranno ripescate da chi seguirà il programma giovani (nuovo assessore con delega ai giovani è Cristiana Nocetti, mentre Cristian Misia seguirà il progetto “Giovani a Sassuolo” nda) e che puntano a riscoprire alcune attività che un tempo venivano svolte a Sassuolo e che ora, probabilmente per ragioni economiche, non si fanno più, come la tv e la radio. Produrre un format televisivo radiofonico, se si usa internet, ha un costo irrisorio. E in questo senso potrebbero anche crearsi delle professionalità. Credo infatti che la cultura, intesa come espressione ed espressività, possa diventare anche un’occasione professionale per i giovani.

A proposito della nuova delega all’Associazionismo, può spiegarci meglio in cosa consisterà l’Albo comunale delle associazioni?

L’idea dell’Albo comunale delle associazioni va al di là del discorso semplicemente culturale. Nasce dal fatto che a Sassuolo esistono tantissime realtà associative, di volontariato o di sussidiarietà, che coinvolgono molti cittadini. Non sempre però queste associazioni vengono conosciute, non sempre riescono a farsi conoscere, ad emergere. Anche perché quelle che sono da anni sul territorio possono magari contare su più finanziamenti, ma non tutte riescono a proporsi nello stesso modo nei confronti dell’Amministrazione comunale. Io credo che creare un albo significherebbe conoscerle tutte e dare a tutte la stessa dignità. Questo, ripeto, non solo nel settore culturale, ma anche nel sociale e nell’ambito scolastico, educativo… penso anche alle parrocchie, ai G.E.T. (Gruppi Educativi Territoriali nda)…

Tra gli impegni prioritari annunciati in campagna elettorale c’era quello del Politeama…

Il Politeama andrebbe veramente recuperato ed è sicuramente una priorità dal punto di vista “emotivo”, di ciò che dovremmo fare. In realtà, anche se cominceremo a lavorarci da subito, non sappiamo quando potremo cominciarne il restauro, perché va affrontato un discorso di fondi, di finanziamenti, di progetti, approvazioni, soprintendenza...
Cominceremo a lavorarci da subito, ma non possiamo puntare solo su quello. Io credo che le vere priorità siano altre. Ci sono altri contenitori importanti, primo su tutti il Teatro Carani

A questo proposito: avremo anche quest’anno una stagione teatrale? E quale sarà il destino del Carani?

È scaduta in questi giorni la convenzione con l’associazione temporanea d’impresa che lo ha gestito nelle ultime due stagioni. Sicuramente ci sarà una prossima stagione, perché il teatro Carani, che è uno dei più importanti della provincia, deve assolutamente continuare la propria attività. Ha una tradizione storica per cui ci sono artisti che vengono al Carani perché sanno che teatro è, sanno che pubblico c’è… il Carani ha sempre fatto quel discorso di cultura a 360 gradi di cui parlavo prima. Non so ancora come, ma continuerà la propria attività. Il Carani deve funzionare. Può farlo in tanti modi. È vero che al privato non conviene tenere un teatro se l’Amministrazione comunale chiede imposte stratosferiche. Se però si facesse uno sforzo per rinunciare a quelle imposte, la famiglia Carani potrebbe decidere di tenerlo qualche altro anno e nel frattempo l’Amministrazione comunale potrebbe organizzarsi e arrivare ad acquistarlo. Al di là di tutto quello che la famiglia Carani ha fatto per quel teatro e per la città di Sassuolo, io credo che la cultura debba essere in mano all’amministrazione pubblica e non ai privati… Anche se poi si possono coordinare le iniziative dei privati tramite progetti di sussidiarietà, di associazionismo, di libera espressione... Credo che, fondamentalmente, un’amministrazione comunale che tiene ai propri cittadini debba creare occasioni di crescita.

E per quanto riguarda la biblioteca comunale, invece?

Per quello che riguarda la biblioteca, vorrei cominciare con una giornata a settimana in cui prolungare l’apertura in orario serale, magari con progetti di lettura. Il mio obiettivo è quello di far girare la gente in centro. Quello che vogliamo fare noi, infatti, non sono le ronde come vengono descritte… Vogliamo che siano i cittadini a riappropriarsi dei propri spazi, mettendo anche da parte certi pregiudizi di “luogo insicuro”. Naturalmente da parte dell’Amministrazione vanno poi però date alle persone le occasioni per frequentare il centro storico…

Tra i punti del suo programma leggo la proposta di un “Museo città di Sassuolo”. In cosa consisterà?

E’ un’idea che ha alla base la constatazione che a Sassuolo ci sono tante persone che si interessano alla storia locale e che raccolgono documenti, vecchie cartoline… tanto che sono stati pubblicati anche molti libri… Ma i loro figli magari non se ne interessano, con il rischio che questo patrimonio in futuro vada disperso. Sarebbe invece bello raccoglierlo. Non so ancora cosa riuscirò a fare con i fondi che avrò a disposizione, però l’idea sarebbe quella di preservare questo patrimonio. Si potrebbe cominciare pensando ad un archivio con due sale adibite a mostre che vengono rinnovate periodicamente, ruotando il materiale in esposizione. Credo sia importante per stimolare l’amore nei confronti della città e il nostro senso di appartenenza.

Ho tanti progetti, ma bisogna sempre fare i conti con i fondi disponibili. Io spero di riuscire a fare tante cose e far interessare di più le persone alla cultura. Questo è il mio obiettivo.
Non condivido l’idea che nei periodi di crisi si debbano tagliare i fondi per la cultura… già ce ne sono sempre pochi!


Siamo d’accordo! Grazie e buon lavoro…

 

Paola Gemelli


 

[stampa la pagina]


 


Aut. Tribunale di Modena n. 1721 del 21.10.2004 - Direttore Responsabile: Paola Gemelli - © 2004-2010 Paola Gemelli
 Tutti i diritti riservati. Copiare è disonesto ed è un reato. Se volete riprodurre qualcosa da questo sito scrivetemi