Periodico telematico di informazione culturale sulla città di Sassuolo

Krakatoa Night: un successo la serata di proiezioni al Temple Bar

06/08/2009  La vulcanica casa di produzione Krakatoa ha presentato pochi giorni fa le sue ultime fatiche al cinema estivo del Temple Bar di Sassuolo: lo spezzatino di fantascienza distopica L’uomo che flagellò l’intelletto, il “mattonella-western” Per qualche schiaffone in più, e il sublime manifesto di poetica Il giorno che ci diedero i soldi. L’immaginario Krakatoa raschia il fondo strinato del pentolone del trash, estraendone teschi, luminarie cinesi, parrucche da due soldi, vomiti verdi, mirabilia heavy-metal, camicie a quadri, sessismo, cafonissimi occhiali, camperos dorati, arti amputati, scovolini, mazzancolle zombie giganti e copertine dell’Urania. Gli scarti dell’immaginario ufficiale, rappresentativi del suo lato perturbante, quello che gli strateghi del desiderio non vogliono farci scorgere, per film che hanno la stessa bellezza del mostro di Frankestein. Sulla scia di Ed Wood, per il regista Dagoberto Brasile l’importante è creare: la più brutta cosa che viene in mente coincide sempre con l’idea geniale, per seminare scandalo, per osare il peggio. Il motore dell’universo Krakatoa è costituito dalla dialettica fra nerd e bullo. Una polarizzazione assolutamente non manicheista: il nerd non si pone mai sul piano del bene, è altrettanto ignorante, rivoltante, rabbioso e scorretto del bullo. Semplicemente al posto dei muscoli ha gli occhiali a fondo di bottiglia. Il nerd è l’antieroe di tutti le opere. Un peone nerd, irredento, perfino quando si allea con un bifolco fascista che trae la sua forza da un J.I. Joe con la faccia di Mussolini. Oppure un nerd che vive in un antro sotterraneo, espropriato perfino dei suoi feticci più tipici, i libri. Tino, il protagonista del lungometraggio, odia la cultura, sogna fiumi di birra e donnine nude, e con lo zampino di un mad doctor e della sua lavatrice magica, intraprende una purga contro i geni della storia, che trasformerà il mondo come lo conosciamo nelle Terre Scrauze, governate dal despota Mortallico. Qua e là, citazioni da La rosa purpurea del Cairo, strizzate d’occhio a Sergio Leone e al Tim Burton di Mars Attacks.

Luiza Samanda Turrini
 


 

 

 
 

 





 

 

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