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La Vedova Allegra al Teatro Carani di Sassuolo

05/03/2009  Sarà un classico dei più amati e conosciuti tra gli amanti dell’operetta lo spettacolo presentato al Teatro Carani giovedì 12 marzo, la Vedova Allegra, per la regia e con la compagnia di Corrado Abbati, la più affermata compagnia d’operette in campo nazionale.
Opera ultracentenaria scritta nel 1905 da Franz Lehar, libretto di Victor Leon e Leo Stein, racconta la vicenda di Anna Glavari , giovane vedova del ricchissimo banchiere della corte pontevedrina. Erede di un enorme capitale, per lei l’ambasciata parigina di Pontevedro organizza una grande accoglienza, con lo scopo di trovare alla vivace Anna un degno marito pontevedrino che garantisca il mantenimento del capitale all’interno della Banca Nazionale, scongiurando così la rovina economica del piccolo stato. La scelta più ovvia ricade sul conte Danilo, con il quale in passato Anna aveva avuto una passionale storia d’amore osteggiata però dalla famiglia di lui. I due sono ancora palesemente innamorati ma per orgoglio nessuno pare voler cedere ed Anna svolazza “allegra” tra un pretendente e l’altro facendo impazzire di gelosia il povero conte. Un equivoco porterà a sorprendere la giovane vedova con il diplomatico francese Camillo de Rossillon, in realtà innamorato di Valencienne, la giovane moglie del barone Zeta, l’ambasciatore. Il malinteso sarà finalmente chiarito attraverso il provvidenziale intervento di Njegus, cancelliere dell’ambasciata, che riuscirà a far confessare l’amore reciproco tra il conte Danilo ed Anna, salvando così l’economia di Pontevedro e permettendo il coronamento di un amore rimasto vivo ma sepolto sotto le ceneri per anni. Allegra, briosa e coinvolgente, l’operetta regalerà due ore di assoluta spensieratezza agli spettatori che difficilmente potranno esimersi dal partecipare con vivaci battimani all’accompagnamento delle celebri arie. Lo stesso Eugenio Montale volle dedicarle un commento «la storia non è poi la devastante ruspa che si dice. Lascia sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli. C’è chi sopravvive».  All’insegna di un’elegante e spensierata allegria.

Catia Bartoli

 

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