Piccolo consorzio di anime ai Magazzini Criminali
16/01/2010
Inaugura sabato 23 gennaio alle ore 18 presso la sede dei Magazzini
Criminali in piazzale Gazzadi a Sassuolo “Piccolo consorzio di
anime”, personale di Lia Mariani.
La mostra è curata come di consueto da Luiza Samanda Turrini, che
spiega: "Orfeo. Osiride. Medea. Le Baccanti. Il XXIII
Canto del Canzoniere. La Dodicesima Notte. Improvvisamente l’estate
scorsa. Il Pasto Nudo. Il loro comune denominatore è lo sparagmòs, un
antico rituale dionisiaco nel quale un animale vivo, o anche un essere
umano, veniva sacrificato tramite lo smembramento. La carne cruda della
vittima era divorata nella fase intermedia del sacrificio, denominata
omofagia. La fase finale coincideva con l’estasi dionisiaca: la
comunione totale col dio, di cui la vittima del sacrificio era
l’epifania. Sociologicamente parlando, il fine del rito era
l’appropriazione collettiva e la spartizione di un oggetto sostitutivo
al corpo sociale stesso, che veniva introiettato dai suoi componenti per
farne definitivamente parte. Lia Martini propone un corpo squartato,
suddiviso in vari pezzi. Androgino. Come un freak da circo, metà e metà.
Metà viso femminile, l’altra metà con barba. Peluria nelle gambe. Spalle
spioventi, e ghiandole mammarie dalla forma anomala, forse dovuta ad una
mastectomia. In mezzo alle gambe c’è uno strato di lanugine nera, che
potrebbe anche non celare alcun attributo sessuale. L’androgino è un
essere divino, scandaloso, spiritualmente perfetto. La riunione degli
opposti nell’ermafrodito si contrappone alla dispersione dei vari pezzi
del suo corpo. Intestini come festoni viola pastello. Pelle rosa,
magenta chiaro, come pigmentata da un colorante chimico alimentare.
Dell’avambraccio rimangono solo le ossa, l’ulna e il radio. Il bicipite
e il tricipite si mostrano senza l’involucro della pelle, come pure i
muscoli della coscia: sartorio, flessore, adduttore, otturatore. Vediamo
i reticolati blu delle vene, e le ossa della tibia. Un corpo diviso
perde tutte le sue funzionalità: le gambe non trasportano, le braccia
non modificano, gli intestini non trasformano, il cuore non si contrae e
non si espande. Un corpo del genere non può essere altro che uno
spettacolo da guardare.
Questo corpo racconta la storia di un nuovo santo, di nome Geppo
Antonello. Smembrato post mortem sul tavolo operatorio, per donare non
solo gli organi, ma anche frammenti di anima. I lacerti di Geppo
Antonello viaggiano in 253 corpi, stringendo amicizie, assicurando agli
ospiti salute ed equilibrio mentale, conoscendo il mondo da infiniti
punti di vista. Infine, dopo aver ottenuto il permesso di riunirsi, il
martire si disintegra in un tripudio di atomi luminosi. Geppo Antonello
si sacrifica, dona il suo corpo e la sua anima, e il suo sacrificio lo
rende libero, infinitamente mobile, trionfatore sulla morte.
L’androgino si rompe in pezzi, per poter raggiungere il più alto grado
di com-unione. Col mondo e con gli altri."
La mostra sarà visitabile fino al 14 febbraio ogni sabato e domenica
dalle 16 alle 19. Per appuntamento: 392 4811485.
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