Ritrovato il primo "Libro dei battezzati" di Sassuolo
03/11/2009
Nei giorni scorsi è tornato al suo posto, sullo scaffale
dell’archivio della parrocchia di San Giorgio, da dove era venuto a
mancare da oltre un secolo, il cinquecentesco “Liber primus babtizatorum”:
il primo “Libro dei battezzati” di Sassuolo, sul quale sono state
annotate le nascite dei sassolesi dal 1563 al 1577.
Grazie alla segnalazione di Luca Silingardi, ispettore onorario della
Soprintendenza ai beni artistici di Modena e Reggio e curatore delle
Raccolte civiche d’arte e storia del Comune di Sassuolo, che ha
rinvenuto l’importante documento presso una libreria antiquaria di
Modena, la parrocchia di San Giorgio ha infatti potuto acquistare
l’antico volume e ricollocarlo accanto a tutti gli altri registri
conservati da secoli in canonica.
“Ben prima dell’istituzione delle moderne anagrafi – ricorda
Silingardi – erano le parrocchie che, fin dal Medioevo, assolvevano
l’importante compito di annotare le nascite, i decessi e le unioni di
una comunità in appositi registri, detti Libri dei battezzati, dei morti
e dei matrimoni, che conservano la memoria degli abitanti della città”.
Forse prelevato dall’archivio parrocchiale per motivi di studio
dall’erudito sassolese Natale Cionini, per una dimenticanza il registro
sarebbe rimasto fra le sue carte, in parte disperse sul mercato
antiquario alla sua morte. Passato attorno alla metà Novecento nella
prestigiosa collezione Nannini di Modena, come testimoniato dal timbro
della stessa raccolta apposto sull’ultima pagina, il libro è poi finito
in altra collezione privata e, infine, presso un noto antiquario
modenese.
Il ritrovamento ha sorpreso anche don Romano Baisi, parroco della
collegiata di San Giorgio, che ha subito avvertito la Commissione
diocesana di arte sacra di Reggio Emilia e ha dichiarato: “Mai
avremmo immaginato che sarebbe stato possibile riportare in archivio
questa preziosa fonte documentaria”.
“Al valore d’indispensabile strumento di ricerca, che permetterà
approfondimenti di studio sulle famiglie sassolesi del Cinquecento –
commenta ancora Silingardi – se ne aggiunge un altro, non meno
importante: su quel libro, al 14 aprile 1577, è infatti registrato il
battesimo del famoso pittore sassolese Giacomo Cavedoni. La data era già
nota agli storici dell’arte fin dal Seicento ma, da più di un secolo, la
si ricordava solo attraverso le citazioni degli studiosi che avevano
ancora potuto consultare il volume; finalmente, con questo recupero, è
di nuovo possibile il riscontro archivistico diretto”.
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