In biblioteca L’ultimo ciak di Cesare Carbonieri
08/04/2010 Nuovo
appuntamento con "Leggiamoci - autori locali fra Storia e Letteratura"
giovedì 15 aprile alle ore 21. La rassegna, che si tiene a
cadenza mensile presso la Biblioteca comunale di Sassuolo, ospiterà
questa volta un autore carpigiano: Cesare Carbonieri. Giornalista
e narratore versatile, conduttore di programmi radiofonici e televisivi
di approfondimento culturale, lo scrittore presenterà
L’ultimo ciak (Incontri editrice), romanzo ambientato nel cinema
italiano degli anni ’30.
In breve la trama: durante le riprese del film Amore senza
speranza, prima dell’ultima appassionata scena, la protagonista
Carla Liberati ha un cedimento psicologico conseguente ad una crisi
maturata dopo l’incontro con una diva degli anni ‘30, Ada Morganti.
Durante il colloquio, l’anziana narra la sua drammatica vicenda,
cominciata al Festival di Venezia del 1937 dove si era lasciata
convincere dal collega Simone Mazzanti a tentare la fortuna a Roma.
Nella capitale, Ada, proveniente dalla provincia, conosce un mondo pieno
di false lusinghe. Presentatasi a Cinecittà, viene scelta per la
produzione della pellicola Lasciami Amore, destinata a rivelarsi
un’inquietante trappola in cui ai velenosi effluvi del set si uniscono
gossip dell’epoca, omicidi e indagini di polizia. In un incalzante
susseguirsi di situazioni, la storia si evolve poi sino a ricongiungersi
al presente con un imprevedibile coupe de theatre.
L’ultimo
ciak si propone ai lettori come la fotografia noir di un periodo
storico segnato da un regime tanto oppressivo quanto determinato a
vendere agli italiani ipocrite illusioni all’insegna del motto "il
cinema è l’arma vincente". "Fu in quel periodo
contraddistinto dalla crescita imperiale dell’Italia", spiega
l'autore nella prefazione "che prese piede il filone
cinematografico dei ‘Telefoni Bianchi’, così chiamato per la presenza
nelle scene ‘borghesi’ di apparecchi madreperla, sofisticati e ben
differenti da quelli popolari, di color nero. Forte dell’aiuto di
ingenti finanziamenti statali, il filone dei ‘Telefoni Bianchi’ venne
usato dal regime per dare agli italiani un’illusoria idea di crescita
economica, imponendo, allo stesso tempo, un modello di società
benestante, diversa da quella provinciale e contadina degli anni ’20.
Dietro a storie ovattate, fatte di sospiri, raffinatezze, amori poetici,
gesti eroici e avvolte in un perbenismo di facciata, si nascondevano
esistenze truci, quali, ad esempio, quelle di Valenti e della Ferida...
Però fu quel modello ad ispirare la moda dell’epoca, una moda che
influenzò una moltitudine di ragazze tra cui la protagonista de L’ultimo
ciak, Ada Morganti, un personaggio tanto immaginario quanto
rappresentativo di una generazione di aspiranti dive. L’ultimo ciak non
vuole essere solo la fotografia del vecchio cinema e del suo tempo, ma
pure un romanzo di formazione in cui la protagonista, proveniente dalla
provincia, scopre Roma e l’ampiezza di un mondo più grande di lei con
tutto ciò che esso comporta: le debolezze, le cattiverie e le rare virtù
del genere umano; il coraggio di affrontare da sola le avversità della
vita e le innumerevoli ingiustizie; lo smascheramento del mondo dalle
illusioni; la scoperta del male ed il suo rifiuto; la caducità della
vita. Per i temi trattati, L’ultimo ciak, pur essendo un libro collocato
in gran parte in un periodo lontano, strizza l’occhio al presente. Gli
scandali, il gossip gestito per massacrare gli avversari politici,
l’ambizione che rende malvagi, la contrapposizione tra libertà e
asservimento al potere, sono, infatti, temi estremamente attuali e
forse, anche per questo, il romanzo contribuisce a comprenderne meglio
le dinamiche. Perché la storia insegna e, soprattutto, si ripete."
La presentazione si tiene presso la biblioteca "N. Cionini" in via
Rocca 19. Dialoga con l'autore un giovane scrittore locale: Diego
Fontana.
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