Festival Filosofia: a Sassuolo Dentro le case con le persone
17/09/2009
Inaugura venerdì 18 settembre dalle ore 18, nell'ambito del
programma collaterale del Festival Filosofia 2009 sulla "comunità",
"Dentro le case con le persone",
un interessante progetto della sempre attivissima e innovativa
associazione i Magazzini
Criminali,
realizzato per l'occasione col fotografo Fabio Boni e curato da Luiza Samanda
Turrini.
"Facciamo una foto. Una foto di noi. Ma perché proprio adesso?
Cosa significa questa foto, ora? Cosa rappresenta della nostra identità?
L’identità ha a che fare con ciò che non muta" spiega la
curatrice, che precisa: "Ma solo in apparenza. In realtà noi
siamo in cambiamento costante. E allora che cosa vorremmo fermare, di
noi? Cosa vorremmo sottrarre alla durata, e fare durare per sempre?
Vediamo. Qual è la nostra cosa più preziosa? La nostra bellezza? Lo
splendore della nostra vita? La famiglia? I momenti sacralizzati dalla
gioia, i viaggi, le più buffe parentesi? Oppure chi non c’è più? I
nostri morti, che hanno il potere di risponderci attraverso le
fotografie. Eppure le foto, quelle degli altri, da sole non parlano, non
significano nulla. Sono solo un volto, un paesaggio, una bambina
sorridente, un anziano con l’aria di chi la sa lunga. Le immagini sono
solo le porte dietro a cui stanno le storie di chi le ha conservate.
Dentro le case con le persone è un’operazione artistica. Un’operazione
artistica eversiva. L’arte è uno dei pochi scudi che ci rimane contro la
rottura che c’è fra l’uomo contemporaneo, lui stesso e il mondo. Quella
separazione simboleggiata dalla barra che sta fra le coppie antitetiche,
che è sempre la barra del Potere. Noi facciamo cadere quella che separa
pubblico e privato. Andiamo dentro le case e invitiamo gli abitanti a
mostrarci le loro foto. Scattiamo una foto degli inquilini dentro al
loro ambiente, creiamo un ponte fra le immagini del passato e il
presente. Nel frattempo visitiamo il loro spazio privato. Grazie a
"Dentro le case con le persone" noi trasformiamo persone comuni in
stelle del cinema. Facciamo un’ora di reality vero, senza pause
pubblicitarie. Per opporci al monopolio di Mtv, che va in visita a casa
di Mariah Carey , per vedere la sua palestra, il canapè del suo cane, e
la sua collezione di scarpe. Le case sono regni, universi
personalizzati, in cui l’anima degli abitanti si riverbera nello spazio
chiuso. Noi andiamo a vedere le persone della nostra comunità dentro le
loro abitazioni. Come viaggiatori in visita in un paese sconosciuto,
proviamo l’esperienza dello straniamento, che ci porta a vedere cose che
gli abitanti non vedono. E poi con un altro tocco magico, trasformiamo
in opere d’arte delle foto amatoriali. Con il semplice gesto di apporvi
gli estremi di autore, anno, misure, e di inserirle dentro ad una
galleria di arte contemporanea. Una seconda vita da opere d’arte. Lo
facciamo per far cadere un’altra barra di separazione, quella che divide
arte e vita."
L'autore
degli scatti, Fabio Boni, è nato nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e
lavora. Dall’inizio degli anni Novanta ha condotto ricerche in Italia e
all’estero, dedicando particolare attenzione al ritratto e alla
fotografia sociale. "E' un fotografo della scuola ontologica"
spiega ancora la curatrice, "Quella scuola che non indaga le facoltà
visionarie del mezzo fotografico, ma la sua capacità di replicare e
documentare il reale. Fabio Boni non userà mai la fotografia per creare
nuovi mondi, ma per indagare ciò che possiamo vedere nel nostro.
Soprattutto ciò che di solito non viene mostrato. Le zone tabù del
visibile. Quelle che pochi hanno voglia di guardare, mentre gli altri
preferiscono far finta che non esistano. Fabio Boni fotografa uomini e
donne vecchissimi di stanza in una casa di riposo, piccoli profughi
sahrawi nel deserto, profughi bosniaci e kossovari nel campo di Vidonci.
L’entourage del circo Togni. I nuovi metallari al concerto dei Korn. Le
bionde della Festa dell’Unità. Le diverse generazioni di un piccolo
paese vicino alla riviera. Con un’attenzione particolare per
l’interazione fra l’uomo e il suo ambiente. Fabio Boni usa l’arte come
strumento di indagine sul reale, come vettore di movimento, come
“pretesto” per entrare nelle periferie del mondo. Ci sono sempre degli
intermediari che lo accompagnano, dalle infermiere della casa di riposo,
ai galleristi dei Magazzini Criminali, agli operatori delle associazioni
umanitarie in Algeria e nei Balcani. Per comporre un discorso artistico
aperto, coinvolgente, corale. Le fotografie di Fabio Boni ci parlano in
ideogrammi composti da occhiate, postura, segni del corpo. Ma la loro
peculiarità è lo sguardo in macchina, tipico del ritratto. Lo sguardo in
macchina fa passare qualcosa che nessuno riesce a controllare, né il
soggetto, né il fotografo, né lo spettatore. L’immagine viene perforata,
e lo show si interrompe per fare posto alla vita."
In occasione dell'inaugurazione, nella sede di piazzale Gazzadi a
Sassuolo,
è previsto un DJ Set: GALA On The Rocks. La mostra sarà
visitabile durante il Festival dalle 9 alle 23 e poi fino al 4 ottobre
ogni sabato e domenica dalle 16 alle 19. Per appuntamento: 392 4811485
Paola Gemelli
Programma Sassuolo Festival Filosofia 2009
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