Ai Magazzini Criminali la "Memoria" di Pradelli
01/04/2010 Apre
sabato 10 aprile alle ore 18.30, presente l'artista, la
personale di Davide Pradelli allestita presso la sede dei Magazzini
Criminali in piazzale Gazzadi 4 a Sassuolo. Alla curatrice Luiza
Samanda Turrini il compito di illustrare questo nuovo evento
espositivo: "Dittici. Immagini legate da un rapporto di casualità, o
simultaneità. Cornici scure, unite con una cerniera, che si aprono come
un libro. Le immagini collegate dalla forma strutturale dei dittici
stanno alle origini del principio del montaggio al cinema. Davide
Pradelli vi iscrive storie sconnesse, caotiche, come frame di sogno
conservati dentro teche. Tre teste prive di corpo, che osservano un
corpo senza braccia, affiancate da un paesaggio di campagna. Un vampiro
itterico con la cravatta, collegato a una muta di cani che digrigna i
denti dietro a una rete. Un corpo ruminante, atlante di apparati
anatomici, di fianco ad un ometto con gli occhiali e una teiera in mano.
Un albero, un pesce col muso da cavallo. Tacchi a spillo, mani protese.
Questi libri dei sogni hanno la stessa natura dell’attività onirica:
sono privi di principio di causalità, di individuazione, di non
contraddizione, e raccontano di paure e desideri.
Pradelli realizza lo scudo araldico di una spaventosa chimera. Volto di
donna, braccia nerborute, corona, artigli da predatore e coda da
ermafrodito. Il manufatto è uno scudo, un ritratto da opporre a Medusa.
Al posto dello specchio.
L’artista costruisce dispositivi di sicurezza stregati, serrature chiuse
con pietre e catene. Come la porta di una prigione, in cui tenere
qualcosa di molto prezioso.
Busti femminili d’argilla. Di varie grandezze e forme. Cadenti,
svettanti, a punta, con capezzoli piccoli, grandi, scuri, rosa.
Potrebbero essere dei trofei, o anche degli ex voto. Gli ex voto
riproducono le parti del corpo che hanno catalizzato la grazia ricevuta,
e sono spesso feticci di cattivo gusto, a forma di piedi, gabbie
toraciche, orecchie, organi genitali. Se la tradizione degli ultimi
secoli li ha preferiti forgiare in metallo o argento, fino al
Diciottesimo secolo i materiali preferiti per gli ex voto erano la cera
e l’argilla, per la loro natura plastica e modificabile. La morbidezza
era la stessa della carne, mentre la natura duttile di questi materiali
era di ottimo auspicio rispetto al cambiamento richiesto alla divinità.
L’archetipo del cavallo è per molti versi connesso a quello della Madre,
ed a quello del tempo, dei grandi orologi naturali. Riflette
l’impetuosità del desiderio.
La donna, nell’opera di Pradelli, viene declinata attraverso diverse
sfumature ed accezioni: maternità e sensualità (i busti d’argilla),
sessualità polimorfa e predatoria (l’arpia araldica), desiderio (i
cavalli), desiderio di possesso esclusivo (le serrature stregate).
L’archetipo femminile è presente anche quando sembra assente. Negli
esperimenti sul formato e sul supporto, Pradelli ha confezionato scatole
dal contenuto misterioso, inaccessibili ed affascinanti, oppure i libri
dei sogni: dispositivi da aprire, per vedere cosa c’è dentro."
La mostra sarà aperta fino al 2 maggio, visitabile il sabato e la
domenica dalle 16.00 alle 19.00. Per appuntamento: 392 4811485 -
info:
magazzinicriminali@libero.it
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