Match Point di Woody Allen al Temple Bar di Sassuolo
16/07/2009
«Chi disse preferisco avere fortuna che talento percepì l’essenza
della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella
vita, terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una
partita la palla colpisce il nastro, e per un attimo può andare oltre, o
tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre, e allora si vince…
oppure no».
Appunto: oppure no. Sta qui l’essenza di questo intimista film di
Woody Allen, che forse deluderà un tantino le aspettative di quanti
apprezzano la scoppiettante verve del maestro, ma che certo non
lascerà nessuno spettatore indifferente. Ambientato
insospettatamente in una Londra sempre grigia come il filo del destino
che lega i protagonisti, malgrado il loro muoversi nell’ambiente
altolocato della City e delle ville immerse nella campagna inglese, è
una pellicola da batticuore. Non per la suspence o gli improvvisi colpi
di scena, ma per l’estrema capacità del regista di far entrare senza
pudore ciascun spettatore in ogni sensazione o palpito del protagonista
stesso, assecondandone le scelte, giustificandone gli impulsi,
assaporando ogni svolta della vicenda. La trama è quella di un giovane
irlandese istruttore di tennis, Chris (Jonathan Rhys-Meyers) che
incontra e si innamora e sposa la figlia di un magnate della finanza
inglese. Una storia da manuale, arricchita dal sincero affetto dei
suoceri e da una serie infinita di benefit che la sua nuova condizione
di benestante rampollo gli dona. L’incontro con Nora (un’inedita e
paranoica Scarlett Johansson, che motiva ogni sua pubblica acclamazione)
insinuerà la forza della passione incontrollata nella sua perfetta vita,
ma non fino al punto di sconvolgerla completamente. « Forse in
definitiva è la differenza tra amore e desiderio » cercherà di spiegare
Chris ad un suo caro amico, non riuscendo a prendere una decisione. Sarà
poi il destino, il fato, la fortuna a farne uomo risoluto nelle scelte,
mettendo in discussione l'equazione delitto-castigo, quasi mai
matematicamente provabile.
Il film sarà proiettato all’interno della rassegna Estatemple al
Temple Bar di Sassuolo, lunedì 20 luglio. Ingresso gratuito.
Catia Bartoli
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