Il
viaggiatore notturno
di Maurizio Maggiani
"Il centro dell'Universo è rigurgito della
Terra rappreso in purissimo cristallo. L'Hoggar. Semplicità."
Uno studioso delle migrazioni animali siede sul colle dell'Asekrem,
contempla un tramonto stordito di colori e attende il passaggio
delle rondini. In quel deserto - povero, essenziale, nudo - si
avverte la prossimità alla nuda, utile bellezza dell'esistere,
come forse l'aveva sentita il monaco francese - tutti lo
ricordano ancora come "le père" - che in quegli
stessi luoghi ha lasciato traccia di sé, del suo apostolato,
della sua ascesi. In attesa delle rondini il nostro irundologo
ha modo di cogliere l'agile sapienza del suo accompagnatore
Jibril, di ascoltare il dimah Tighritz, astuto poeta viaggiante,
di consumare amore dolcemente mercenario con la berbera Jashmina,
di sentire la fastidiosa incongruenza di una giornalista,
Marguerite, arrivata per un servizio sul popolo dei tagil. Ma
soprattutto, di fronte all'essenzialità del centro
dell'Universo, di fronte alla mite saggezza dei tagil egli
misura la distanza dal mondo, dal mondo che altrove collassa
nello spaventoso disordine della guerra.
E così racconta a Jibril altre storie di erranze e migrazioni:
dell'orsa Amapola sorpresa nelle foreste della Carnia,
dell'armeno Zingirian incontrato nel suo cammino verso la
Bosnia, verso la guerra, del principe polacco Péotocky, del
popolo dei kubacy, e soprattutto della donna che cammina lungo
le strade del mondo con la sua sporta di plastica in mano, di
Perfetta che è quella donna raminga ma è anche la donna di cui
l'orsa Amapola ha leccato il sangue, e infine dell'assedio della
città di Tulsa.
Storia dentro la storia, storia orale - antica e modernissima -
che letteralmente migra di bocca in bocca, come un racconto
narrato intorno al fuoco, Il viaggiatore notturno
è un romanzo sulla pietà che l'uomo ha da rendere all'uomo. È
un volo, un volo di rondine sulla barbarie di un secolo che non
è ancora finito.
Maurizio Maggiani, nato a Castelnuovo Magra
nel 1951, da genitori di modesta condizione, abita a Genova e
vanta un curriculum da scrittore americano dei tempi eroici: è
stato maestro carcerario, maestro di bambini ciechi, operatore
cinematografico, aiuto regista, montatore, fotografo,
pubblicitario, costruttore di pompe idrauliche, impiegato
comunale. Legge di tutto, da Dylan Thomas a Stephen King. Ha
sempre vissuto nella regione in cui è nato, ma intimamente si
sente apolide, un cittadino del mondo. Ha scritto racconti su
riviste italiane, spagnole, francesi, tedesche e inglesi. È
editorialista per "Il secolo XIX" e scrive per
"la Stampa".
Con Feltrinelli ha pubblicato Vi ho già tutti sognato una
volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri
(1996), Il coraggio del pettirosso (1995, premio
Viareggio Repaci e premio Campiello 1995), La regina
disadorna (1998, premio Alassio e premio Stresa per la
narrativa 1999) ed E' stata una vertigine (2002, premio
letterario scrivere per amore 2003, finalista premio Chiara).
Maurizio Maggiani, Il viaggiatore
notturno, Feltrinelli, 2005
[pagina realizzata in collaborazione con Libreria
Incontri]
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