Cinema di qualità: al San Francesco
Miracolo a Sant'Anna
18/02/2009
“Le vicende narrate, pur se ispirate a fatti realmente
accaduti, sono frutto della creazione intellettuale dell’autore del
libro e della sceneggiatura. Come storicamente e giudizialmente
accertato, la responsabilità della strage di Sant’Anna di Stazzema è
riconducibile solo ed esclusivamente ai nazisti che all’epoca dei fatti
rivestivano ruolo di comando all’interno delle SS, che effettuarono la
strage senza nessuna motivazione bellica e con esclusiva finalità di
intimidazione nei confronti della popolazione civile”.
Con queste parole lo spettatore verrà accolto alla proiezione di
Miracolo a Sant’Anna, mercoledì 25 febbraio, presso il Cinema San
Francesco all’interno della rassegna “Cinema di qualità”. Si tratta
dell’ultimo lavoro di Spike Lee, il regista di colore americano che con
le sue opere da tempo sviscera i grandi temi politici e sociali del
razzismo, della droga, della violenza. Chi si aspetta solo un film di
guerra resterà deluso, chi si aspetta solo un film sulla resistenza
partigiana resterà deluso, chi si aspetta solo un film sul razzismo,
resterà comunque deluso. Chi invece vorrà assistere alla proiezione di
un’ispirata pellicola che metta assieme tutte queste tematiche,
collegate alla storia del nostro Paese e da un punto di vista più ampio
a quella del secondo conflitto mondiale, e ancora più dall’alto che
tocca il delicato terreno delle problematiche sociali degli Stati Uniti
trasferite oltreoceano, assisterà ad un capolavoro di sceneggiatura ed
arte cinematografica. La guerra diventa poetica, il razzismo un problema
dei potenti affrontato questa volta attraverso lo sguardo di persone di
cui presto ci si dimentica il colore della pelle o l’idioma e l’Italia
esce finalmente dallo stereotipo del paese del sole e delle canzonette.
Non ci sono i buoni che stanno da una parte ed i cattivi che stanno
dall’altra, ci sono anche bravi nazisti e terribili partigiani, ci sono
militari americani coraggiosi e soldati dandy e c’è un bambino,
meraviglioso, che legherà a doppia mandata i destini di tutti i
protagonisti. Ci si sente davvero a casa dentro al film di questo
straordinario regista di colore, che traccia con profonda dignità il
profilo di ciascuno dei protagonisti. Girato tra Cinecittà, Sant’Anna e
Gioviano la pellicola usa solo come pretesto la vicenda della terribile
strage di Sant’Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944 furono trucidati
dai nazisti più di 560 persone, per la maggior parte donne e bambini.
Una rappresaglia consegnata alla storia come uno dei capitoli più neri
della seconda guerra mondiale. Un conflitto mondiale che vide impegnati
sul fronte anche i soldati della 92° divisione "Buffalo Soldiers"
dell'esercito americano, interamente composta da militari di colore,
esperimento volto a verificare tecnicamente se i 'negri' potessero
essere utilizzati nella fanteria, oltre che nei battaglioni di lavoro in
cui già operavano. C’è la vita quotidiana dei civili rimasti per anni
arroccati nei propri paesi in attesa della fine della guerra, ci sono le
superstizioni e le difficoltà quotidiane che dovettero affrontare, e c’è
la loro sensibilità, il loro attaccamento alla vita, la loro forza e le
loro debolezze. E ancora ci sono i partigiani, che scrissero molte delle
pagine di quell’infausto periodo. Gente coraggiosa che si trovò ad
affrontare pericoli e condizioni di vita disumane ma che più di ogni
altra cosa ebbe a che fare con la propria coscienza, quando il fucile
prima usato solo per la caccia servì ad uccidere il proprio vicino di
casa passato dall’altra parte. E c’è anche l’Italia dell’arte sublime,
l’Italia dalla storia secolare e dal passato che gli americani non
possono che invidiare, e di cui certo sentono per spessore la mancanza.
Un film completo ed affascinante, che scorre velocissimo attraverso le
due ore e passa di proiezione. Un film che malgrado la durezza di alcune
immagini e l’amarezza della storia lascia in bocca un gran buon sapore.
Catia Bartoli
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