L'Impero degli oggetti: arte e ironia si incontrano
17/01/2010
Inaugura sabato 23 gennaio alle ore 18 presso PaggeriArte "L'impero
degli oggetti", mostra bipersonale di Francesco De Molfetta e Matteo
Negri curata dall'Associazione Culturale Arscenica di Sergio Annovi,
in collaborazione con il Comune di Sassuolo e l'Assessorato alla Cultura
in particolare. La storica sede sassolese, nota per importanti mostre ed
eventi legati all'arte contemporanea, vedrà per l'occasione esposte le
opere dei due giovani scultori milanesi, Francesco De Molfetta e Matteo
Negri, che proporranno al pubblico sassolese una ventina di opere
facenti parte della loro più recente produzione artistica. Nuovi lavori
in cui entrambi gli artisti operano una sorta di defunzionalizzazione
dell'oggetto che, privato appunto della sua funzione primaria, assume
molteplici sfumature concettuali legate ad un unico comune
denominatore: l'ironia.
Nelle
opere di Francesco De Molfetta (Milano 1979) lo spazio diventa
una sorta di scenografia dove gli oggetti e le sculture sono
protagonisti di scene che possono essere lette talvolta come vignette
umoristiche, altre come rappresentazioni teatrali. De Molfetta mette in
scena una serie di opere concettuali dove realtà e finzione si
confondono senza soluzione di continuità; le sue sculture assomigliano
infatti a dei ready made recuperati nel patrimonio
dell’immaginario collettivo: allarmanti icone del contemporaneo,
oggetti e stereotipi del consumismo più spietato, oggetti più comuni ai
quali è stata tolta la loro originaria funzione. Il giovane artista
milanese li isola dal loro contesto e li obbliga a mutare il proprio
concetto di verità, costringendo il pensiero ad andare oltre e a
rinunciare ad ogni stabile certezza. Si tratta di microcosmi che
generano un sentimento di spaesamento, un mix di estraneità e
familiarità, che si risolve infine in una comicità affascinante e al
contempo ironica.
Nella
sua ricerca plastica Matteo Negri (Milano 1982) utilizza tecniche
artigianali e attribuisce una particolare attenzione alla manualità come
possibilità di ricerca e di scoperta. Anche la scelta dei materiali è
molto importante: nella serie delle mine, realizzate in
ceramica smaltata, è evidente il contrasto tra la tipologia
dell’oggetto e il materiale scelto; la mina stessa, strumento di
distruzione, subisce la violenza e il rischio di frantumarsi per la
fragilità della ceramica con la quale è realizzata. Altrettanta ironia
pervade anche la serie L’Ego: i famosi mattoni da costruzione
sono qui snaturati, privati della capacità di espletare la funzione
per cui sono creati: non c’è più possibilità di costruire, i lego in
resina si presentano come oggetti fini a se stessi, di cui si può solo
apprezzare l’aspetto cromatico e formale. Da giochi per bambini
diventano giochi per adulti, opere d’arte nelle quali riconoscere parte
della nostra infanzia.
La mostra sarà visitabile fino al 21 febbraio ogni martedì dalle
10 alle 12,30 e il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e
dalle 16 alle 20.
Nelle immagini: Alitaglia di De Molfetta e un'opera della serie L'Ego
di Negri
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