Scoprire Sassuolo: da vedere

Montegibbio

La frazione di Montegibbio è raggiungibile, a circa 5 km dal comune di Sassuolo, addentrandosi nell'ondulato paesaggio collinare che si estende a sud della cittadina. Nota principalmente per la presenza dell'omonimo castello, è dal 2006 terreno di scavo per gli archeologi.

Le scoperte archeologiche di Montegibbio

Scavi condotti recentemente hanno rivelato la presenza, in località Poggio di Montegibbio, sulle prime colline sassolesi, di un insediamento di epoca romana.  La zona, dunque, è stata abitata fin dai tempi più remoti.

Castello di Montegibbio - veduta aereaIl castello di Montegibbio

Il Castello di Montegibbio si innalza su un poggio, nelle prime colline sassolesi, a circa 6 km. dal paese. I diversi edifici sono disposti attorno ad una corte centrale, la cui forma, ellittica, ne testimonia l'adattamento alla sommità della collina. Le prime notizie del borgo medievale risalgono al X sec.: stando ai documenti il castello fu innalzato nel 920 dai canonici della Cattedrale di Parma per difendere dalle incursioni degli Ungari i territori in loro possesso (Castellarano, Sassuolo e Fiorano oltre a Montegibbio). Fu poi ceduto a Bonifacio di Canossa e tra XI e XII sec. ebbe un importante ruolo strategico per la figlia Matilde. All'inizio del '300 passò ai della Rosa, signori di Sassuolo, che lo fortificarono nel 1321. Raso al suolo nel 1325 da Francesco Bonaccolsi, capitano di Modena e ghibellino, fu ricostruito nel 1326. Montegibbio e il suo castello seguirono poi le sorti di Sassuolo, passando agli Estensi nel 1375 e ai Pio nel 1499.

Nel terremoto del 1501 il castello fu rovinato totalmente. Nel 1599 passò di nuovo sotto agli Este insieme a Sassuolo, ma nel 1636 la terra di Montegibbio fu ceduta alla famiglia dei conti Boschetti che ricostruirono il castello e tennero il feudo fino al 1676. Dopo vari passaggi nel 1851 il castello divenne proprietà della famiglia Borsari e subì un totale rifacimento: i lavori di ricostruzione e restauro terminarono nel 1872.

Il portale e, sullo sfondo, il mastio del Castello di Montegibbio | Photo Luigi OttaniDell'architettura medievale è rimasto solo il mastio, che, sebbene alterato, conserva ancora l'originario portale sopraelevato. All'interno del borgo, cui si accede attraverso un portale in pietra arenaria e laterizio (nella prima foto a lato, di Luigi Ottani come le seguenti, il portale e, sullo sfondo, il mastio), si trovano alcuni fabbricati rustici, il Palazzo Signorile, la Chiesa di San Pietro e la canonica (nella seconda foto a lato). Gli La chiesa di San Pietro, all'interno della corte del Castello di Montegibbio | Photo Luigi Ottaniinterni del Palazzo, affrescati con temi e motivi di gusto medievale, sono ancora arredati con mobili, tendaggi, lampadari e suppellettili originali. Nell'ultima foto a lato, appunto, l'ottocentesca Sala delle Armi del Castello l.
Nel 1970 il castello fu acquistato da imprenditori sassolesi. Dal 1972 è proprietà del Comune di Sassuolo, della Provincia e del Comune di Modena.
Nel maggio 2003 all'interno della corte è La Sala delle Armi, all'interno del Castello di Montegibbio | Photo Luigi Ottanistata inaugurata l'Acetaia comunale di Sassuolo, curata dai custodi dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena - Comunità di Sassuolo. I Custodi si avvalgono della competenza e dell'esperienza della Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto. La visita all'acetaia è sempre possibile durante il corso dell'anno, su appuntamento. Per info e prenotazioni contattare l'ufficio IAT, piazzale Avanzini - Sassuolo - tel. 0536.1844853 - e-mail: info@areaaree.it.
Noi invece vi offriamo una visita virtuale del Castello, proponendovi uno slideshow realizzato con foto d'autore di Luigi Ottani:

 

 

Nel corso della stagione estiva le attività promosse dal Comune in collaborazione con il circolo Boschetti Alberti ridanno vita alla Corte di Montegibbio. Merita una visita anche il parco del castello, estremamente interessante dal punto di vista naturalistico.

www.montegibbio.it


Sassuolo vista dagli scrittori
Emilio Rentocchini (Sassuolo, 1949)
ha pubblicato raccolte di versi in dialetto
sassolese.
Ha vinto il XIX Premio Nazionale Lanciano di poesia dialettale

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Munsébbi l'è un scartòs 'd silèinsi e lus
con dèinter cal ruglètt ed chèpp ciapê
al sòul bislèngh d'incô ch'al suga i sbus
ma sètta el grèndi al lasa al pócc di prê
e un mès savòur savû, smerciê e delùs.
Vést dal stradòun ed Sèccia, ai sèint, l'è fiê,
l'è l'èmbra chèlda dal buschètt, e in èlt
la vampa dal castèl, alséra e 'd smèlt.

 

Montegibbio è un cartoccio di silenzio e di luce
con dentro quel crocchio di coppi aggrappati
al sole bislacco di oggi che asciuga i mattoni
ma sotto le grondaie lascia la poltiglia dei prati
e un mezzo sapore conosciuto, mischiato e deluso.
Visto dallo stradone sul Secchia, ai cento, è fiato,
è l'ombra calda del boschetto, e in alto
la vampa del castello, lieve e di smalto

(Emilio Rentocchini, Ottave, Garzanti, 2001)


Paola Gemelli

© Testi: Paola Gemelli - Photo: Luigi Ottani
Bibliografia - Pagina aggiornata il 10/11/2010

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