Periodico telematico di informazione culturale sulla città di Sassuolo

"Tutti salvi": Sassuolo ricorda Giuseppe Moreali e i ragazzi ebrei di Villa Emma

14/01/2010  Venerdì 22 gennaio l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Sassuolo, in collaborazione con la Fondazione Villa Emma di Nonantola e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sassuolo, aprirà la settimana della Memoria della Shoah con una propria iniziativa, “per non dimenticare che questo è stato” e che il razzismo è un fenomeno che può sempre ripetersi. L'intento è, in particolare, quello di promuovere tra la cittadinanza e i giovani sassolesi i valori di solidarietà, pace e dialogo interculturale che la Costituzione italiana salvaguarda, nell’intento di attualizzare e vivificare il significato del Giorno della Memoria, che diversamente rischia di rimanere un esercizio di retorica.
Entrando più nei dettagli, la serata proposta dal Presidente dell’ANPI prof. Maria Antonia Bertoni e dal Comitato comunale mira a far conoscere ai cittadini la vicenda di solidarietà che nel 1942-1943 portò la comunità di Nonantola ad accogliere e dare soccorso a 73 ragazzi e giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro paese. Successivamente, a ridosso dell’8 settembre 1943, a seguito dell’occupazione tedesca, la permanenza a Villa Emma avrebbe esposto a sicuri pericoli la vita del gruppo: fu così che tutti vennero nascosti presso abitazioni di nonantolani e nel seminario adiacente all’abbazia. Per la loro salvezza, in poco più di un mese, si organizzò la fuga in Svizzera, dove i ragazzi e i loro accompagnatori ripararono fino al termine della guerra. La serata, dal titolo "Tutti salvi. I ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola 1943-1945" permetterà anche di conoscere la figura del sassolese dott. Giuseppe Moreali che, in collaborazione con don Arrigo Beccari e numerosi altri nonantolani, si adoperò per la salvezza dei ragazzi. Nato nel 1895 da una famiglia assai nota e di profonda religiosità, figlio di Raffaele Moreali e Giuseppina Banchieri, Moreali era iscritto a Medicina quando fu richiamato al fronte nel primo conflitto mondiale per operare in un reparto di sanità. Riuscì a non interrompere gli studi e, finita la guerra, prestò servizio per due anni presso l’Ospedale militare di Bologna. Si laureò a pieni voti nel 1920 e svolse poi un periodo di pratica all’Ospedale civile di Modena pubblicando anche alcune monografie, ma il mutato clima politico e l’ascesa del fascismo ostacolarono la sua carriera, iniziata in modo brillante. Non  nascondeva, infatti, dissenso e critiche nei confronti del regime, atteggiamento che lo espose a minacce da parte di autorità fasciste e lo penalizzò nei concorsi a cui partecipava. Nel 1925 ottenne però il posto di medico condotto a Nonantola, grazie anche al sostegno dell’allora sindaco, l’avvocato Gino Friedmann. Visse in prima persona tutte le principali vicissitudini del paese, sviluppando un contatto quotidiano coi pazienti e i loro problemi e nel 1933 strinse una profonda amicizia basata anche su un comune impegno etico e civile con don Arrigo Beccari, giunto a Nonantola come insegnante nel locale seminario. Durante la guerra partecipò ad attività clandestine: è sua la firma “del Podestà” che appare sulle carte false fabbricate nella canonica di Rubbiara, di cui è stato nel frattempo nominato Rettore don Beccari. Nel dopoguerra sviluppò il suo impegno in direzione di alcune attività culturali e si battè anche per la salvaguardia dei dialetti locali. Morì a Nonantola il 4 giugno 1980, assistito dai familiari e dal suo amico di sempre, don Beccari. Nel 1964 don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali erano stati insigniti del riconoscimento di Giusti tra le Nazioni. Il 22 gennaio, alle ore 20.30 presso la Sala G.Biasin di via Rocca 22, anche a Sassuolo se ne ricorderà l'operato, avvalendosi della competenza storica del Direttore della Fondazione Villa Emma prof. Fausto Ciuffi e delle efficaci immagini del film-documentario prodotto da Rai educational, La storia siamo noi, Fondazione Villa Emma e Village Doc&Films.

Foto: nell'immagine Giuseppe Moreali, a destra, con don Beccari e e Indig Ithai, guida dei ragazzi di Villa Emma nel viaggio verso la salvezza, a Nonantola nel 1964, in occasione dell’invito in Israele per ricevere la medaglia di Giusti tra le Nazioni


 

 

 

 

 

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