A Sassuolo "Il muro del reato"
01/12/2009
Dal 5 dicembre al 6 gennaio 2010 presso i Magazzini Criminali
troverà ospitalità "Il muro del reato", installazione di Dado&Stefy.
Dopo avere visto la luce in occasione della mostra Scala Mercalli,
consacrazione del movimento della Street Art nell’ambito delle grandi
esposizioni romane e prima di approdare a Sassuolo "Muretto" come
spiega
la curatrice Luiza Samanda Turrini, "ha vissuto vicende emblematiche della natura mutante
di ogni cosa: l’identità, lo sguardo degli altri, il cortocircuito
prodotto dai due elementi. E soprattutto la polisemia dell’opera d’arte".
Conclusa la mostra il 31 luglio del 2008, racconta la Turrini "tutte
le opere sono state stoccate in un deposito, dove sono rimaste per
sei mesi. Quando è stato il momento di recuperarle, era in pieno
svolgimento Arte Fiera. Dado e Stefy hanno deciso che Muretto,
essendo in fondo un graffito a tre dimensioni, doveva seguire la sua
autentica vocazione. Senza bisogno di chiedere nessun permesso,
Muretto doveva palesarsi in un punto critico del tessuto urbano, per
mettere al servizio della città la propria bellezza. La scultura è
stata piazzata nella rotonda fra via Aldo Moro e viale Europa, all’ombra
dei Palazzi della Fiera. E’ stata fissata al terreno con un collante
segreto e potentissimo, e corredata di una targa con gli estremi di
autore, titolo dell’opera, dimensioni e materiali. Tutta l’operazione è
stata realizzata alle otto di sera, in mezzo al traffico dell’ora di
punta, e documentata da un filmato, diffuso poi su U-Tube. Ad Arte Fiera
Dado e Stefy hanno ricevuto valanghe di complimenti per la loro
installazione metropolitana. Nessuno nel gotha del mondo dell’arte
immaginava che Muretto, dopo i suoi natali romani così illustri, si
fosse trasformata in un’opera d’arte illegale. Proprio sotto il naso di
tutti, e senza che nessuno lo notasse." Poi, dopo sei mesi di
illegalità, Muretto è stata rimossa e nascosta nel seminterrato
dei suoi creatori.

Ora Muretto approda ai Magazzini Criminali: "Per
riconciliarsi col mondo, seguendo nello stesso tempo la sua natura più
vera, Muretto concluderà la sua vicenda donandosi al quartiere di Braida.
Quale posto migliore per un graffito? Un graffito nato come opera
d’arte, diventato fuorilegge, tornato agli onori delle gallerie
ufficiali, e infine ritrasformatosi in complemento ornamentale per
la città, ovvero ciò che i graffiti dovrebbero essere. Muretto è un
graffito con qualcosa in più. Una scultura interattiva. Da toccare.
Ottima per sedercisi sopra. E si spera che i ragazzini di Braida,
interagendo con Muretto, possano percepire per osmosi il suo messaggio.
Che nulla è prestabilito, che tutti possono riuscire a fare qualsiasi
cosa".
Due parole anche sugli autori: Dado, writer, e Stefy, scultrice,
lavorano insieme da dieci anni: "La loro sinergia li ha portati ad elaborare un concetto di arte
pandemica, virale, che contamina e trasforma in sé tutto ciò che tocca.
Muri, pattern per vestiti, capannoni industriali, stazioni
ferroviarie, complementi d’arredo, interni, esercizi pubblici,
collezioni di moda. Oltre al canone delle sculture, delle installazioni,
dei bassorilievi, delle tele, delle foto, delle performance. Dado e
Stefy sono sempre alla ricerca delle zone interstiziali, di ciò che non
è mai stato arte, ma che, proprio perché non lo è mai stato,
potrebbe diventarlo. Nuovi campi d’azione, nuovi lidi. Nuove frontiere.
Da valicare e scavalcare, per poter trovare quelle successive. Ironica e
tragica, decorativa ed essenziale, fashion e raw, superficiale e
profonda. Tecnicista, concettuale, commerciale, underground, barocca,
minimal, d’elite, per tutti. Proprio per essere il frutto di un
matrimonio fra opposti, l’arte di Dado e Stefy concilia in sé
tutte le contraddizioni, ed è libera di muoversi in avanti, senza
soluzione di continuità"
Opening sabato 5 dicembre dalle ore 17,30 in piazzale Gazzadi, 4 a
Sassuolo. Orario di apertura: sabato e Domenica dalle 16 alle 19, per
appuntamento: 392 4811485.
Paola Gemelli
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