Il Politeama Sociale aperto per una notte
14/09/2009
Grande successo di pubblico per l'iniziativa della Notte bianca
tenutasi lo scorso 12 settembre a Sassuolo. Un successo coronato da
un regalo che l'amministrazione comunale ha fatto a tutti i cittadini
riaprendo per l'occasione il Politeama.
L'iniziativa, volutamente
non inserita nel programma annunciato nei giorni precedenti l'evento, ha
piacevolmente sorpreso la cittadinanza, come rilevato anche dal
sindaco di Sassuolo Luca Caselli: "La vera sorpresa - ha
commentato - era il Politeama, aperto fino alle 23 con musica dal
vivo. Molti sassolesi hanno visto per la prima volta un patrimonio di
valore inestimabile per la nostra città, ma la cosa più emozionante è
stato vedere gli occhi lucidi di chi giovane non è più e che, per poche
ore, ha potuto rivivere la propria adolescenza in una sala che li ha
visti crescere e diventare ciò che sono oggi".
Il Politeama Sociale è inattivo dal 1964, quando fu ceduto al Banco
di S. Geminiano e S. Prospero. Venne costruito agli inizi del secolo
scorso, su progetto del tecnico comunale Gaetano Malatesta, e inaugurato
nel 1912. Per vent'anni svolse
un'importante funzione sociale e ricreativa, ospitando opere, operette,
balli, veglioni e più tardi anche il cinema. Nel 1935 divenne Casa del
Fascio, mantenendo funzioni culturali e ricreative. Dopo la guerra
l'edificio fu trasformato in balera (da qui il soprannome Caldiròun,
"Calderone", con cui molti sassolesi lo ricordano ancora oggi). Vi si
teneva, in concorrenza con il Carani, il veglione di Capodanno.
Abbandonato
da anni, l'edificio attende che se ne determini la futura destinazione
d'uso. Se l'esterno non ha subito manomissioni rilevanti, la
facciata, caratterizzata da uno stile liberty sobrio ed essenziale, è
però l'unica cosa che da molti anni i sassolesi possono vedere. Al
riguardo, così lo scorso mese di luglio si era espresso, appena
nominato, il nuovo assessore alla cultura del comune di Sassuolo Luca
Cuoghi: "Il Politeama andrebbe veramente recuperato ed è
sicuramente una priorità dal punto di vista “emotivo”, di ciò che
dovremmo fare. In realtà, anche se cominceremo a lavorarci da subito,
non sappiamo quando potremo cominciarne il restauro, perché va
affrontato un discorso di fondi, di finanziamenti, di progetti,
approvazioni, soprintendenza... "
Rimetterci piede per i sassolesi non sarà così immediato, quindi,
anche se qualche spiraglio pare aprirsi (l'assessore Casolari - attività
produttive e marketing territoriale - aveva oltretutto dichiarato
continuità sulla segretissima sorpresa che si preparava per il 12
settembre). Per il momento, chi avesse perso l'occasione offerta sabato,
si accontenti delle immagini che illustrano l'articolo (più grandi
cliccandoci sopra).
Paola Gemelli
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