Luoghi di svago
e di riposo immersi nella tranquillità delle campagne, le ville
offrono fin dall’antichità una dimensione privilegiata di
fasto mondano, in cui il signore poteva ricevere e conversare
amabilmente con i propri ospiti, tra le piacevolezze del verde
sapientemente plasmato dalle cesoie di abili giardinieri,
l’ombra di profumati berceaux
e lo sciabordio dei freschi zampilli d’acqua delle fontane. Ma
la villa non era solo ameno luogo d’incanti, era soprattutto
centro di controllo e gestione dei vasti possedimenti agricoli
del signore, su cui fondava il proprio potere economico ed il
proprio prestigio sociale; per questo non mancavano quasi mai
stalle, fienili e barchesse: elementi essenziali di quella
grande "macchina" che era l’azienda agricola,
frequentemente utilizzati anche scenograficamente per ampliare
l’impatto visivo dell’edificio.
All’eletta
edilizia di villa della "Nobil Terra" di Sassuolo è
dedicato l’ultimo e atteso numero della rivista “QB –
Quaderni della Biblioteca”, edita da Incontri Editrice a cura
di Francesco Genitoni e Vincenzo Vandelli. Frutto di diversi
anni di ricerche archivistiche, anche questo numero offre una
ricca serie di inedite riflessioni sul patrimonio del
territorio, proseguendo la decennale tradizione editoriale del
periodico con interventi di Eraldo Antonini, Francesco Genitoni,
Giancarlo Guidotti, Chiara Lenzotti, Luca Malavasi, Luca
Silingardi, Riccardo Vaccari e Vincenzo Vandelli. Dagli studi sul giardino (Antonini)
e l’arredo (Silingardi) della Palazzina della Casiglia, alla
scoperta dei bozzetti seicenteschi di Francesco Stringa per la
Sala del Belvedere sul Secchia nel Palazzo Ducale (Silingardi);
dagli approfondimenti sulla già sontuosa villa Segrè (Guidotti)
a quelli sulla raffinata villa Giacobazzi (Lenzotti – Malavasi)
e sulla sua altana dipinta “a paese”, simulando suggestive
aperture paesaggistiche che annullano la superficie muraria (Silingardi).
Nuove indagini archivistiche sono state condotte anche per
ricostruire la storia del Belvedere ducale di San Michele (Guidotti
– Vaccari) e delle ville Amalia e Bontempelli a Pontenuovo,
quest’ultima già settecentesca osteria ducale all’imbocco
della via Vandelli (Silingardi); per la grandiosa villa
neoclassica del Collegio dei Nobili San Carlo di Braida (Vandelli)
e per la piccola villa di via Rometta appartenuta al letterato e
patriota sassolese Domenico Gazzadi (Silingardi). Sono
presentati, poi, lo studio di un’inedita tela di Tommaso
Costa, allievo del Boulanger; una riflessione sulla figura di
Teresa Ricci Müller, già proprietaria della Casiglia; ed un
approfondimento sull’architettura e il collezionismo di villa
Clementina a Magreta, appartenuta ai Cionini di Sassuolo (Silingardi).
Fino a chiudere, anche cronologicamente, con l’intervento
sull’eclettico e neomedievale villino Cionini di Montegibbio (Genitoni).
Un percorso, dunque, alla scoperta di temi e luoghi che paiono
lontanissimi dal territorio industrializzato che conosciamo.
Luoghi e paesaggi che in un passato recente sono stati spesso
abbandonati a loro stessi o cancellati, ridotti a frammenti o
umiliati dagli interventi edilizi incongrui di un mondo
frettolosamente e profondamente cambiato, e che solo negli
ultimi anni sono stati in gran parte recuperati e valorizzati.
Un sentiero alla scoperta della “civiltà di villa”, dunque,
da percorrere nel silenzio della lettura, in punta di piedi, per
fare durare ancora l’incanto di questi luoghi.
Luca Silingardi
Tra le antiche ville sassolesi,
Incontri
editrice, 2004
9.12.2005
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