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La storia di Marconi, "Quello della Radio", aprirà a Sassuolo la rassegna del FestivalFilosofia Teatro e Performance

14/09/2009   La prima delle tre serate del FestivalFilosofia, venerdì 18 settembre, per la rassegna Teatro e Performance, ospiterà alle ore 21 presso il Teatro Carani l’originalissimo spettacolo “Quello della Radio”, di e con il noto attore bolognese Giorgio Comaschi. «Perché ho fatto questo spettacolo? Perché mi sono arrabbiato con i bolognesi che non sanno bene chi sia il loro concittadino Guglielmo Marconi e non vanno a visitare il museo a lui dedicato», puntualizza Comaschi. Ed in effetti il titolo ben esemplifica lo stato d’animo dell’attore-regista: «Quello della radio» è la frase che spesso segue la citazione del nome di Marconi, sottolineando la poca conoscenza che dello straordinario scienziato hanno non solo i suoi concittadini, ma molti italiani. A dunque cento anni dall’assegnazione allo studioso del Premio Nobel per la fisica, Comaschi mette in scena una commedia che ne ripercorre i punti essenziali della vita, compresi i lati più umani, i difetti e le debolezze proprie di ogni grande uomo. Un racconto suggestivo, a tratti divertente ed ironico, che si snoda attraverso la straordinaria scenografia curata da Matteo Soltanto, tra gli aquiloni che Marconi utilizzava per i propri esperimenti, i tavoli pieni di confusi oggetti e marchingegni che ne stimolavano l’inventiva e la proiezione di seducenti immagini e filmati originali tratti dall’archivio della fondazione Marconi di Pontecchio. Spalla a Comaschi sarà il bravo Alessandro Pilloni, che si aggirerà sulla scena in camice bianco, tra il buio e la luce, oscuro professore alle prese con chissà quali strani esperimenti.
«Una biografia teatralizzata da momenti di testo suggestivo, ma anche piena di cronaca, di momenti comici e di interpretazioni su un uomo grande nella sua genialità ma anche molto discussospiega Giorgio Comaschi - Vengono ripercorsi gli anni iniziali della sua formazione, correlati anche da cenni sul contesto storico in cui avvenivano, com’era Bologna, la sua università, com’era l’Italia in quegli anni. Poi via via il racconto si snoda attraverso la prime scoperte e i primi successi, i momenti di grande sofferenza, il cambiamento di carattere e di modo di vivere, i risvolti internazionali, fino ad arrivare all’atto finale. Chi era veramente Marconi, cosa ha fatto per quegli anni e cosa sta ancora facendo per noi (cellulare, telecomandi, telepass, satellitare…)?. Tutto questo al di fuori dei facili trionfalismi, delle frasi roboanti, delle esagerate amplificazioni di cui lui stesso era vittima. C’è anche un Marconi diverso, sconosciuto, più umano, con i difetti degli umani e non solo con i pregi dei grandi e intoccabili uomini della nostra era. Figura fondamentale attorno alla quale ruota gran parte dello spettacolo è quella della madre di Guglielmo, Annie Jameson, irlandese, di famiglia nobile proprietaria delle distilleria del whisky Jameson, che è stata determinante nella vita di Marconi e che ha avuto un ruolo importantissimo nei momenti chiave del suo lavoro. Non mancano occasioni divertenti legate ad aneddoti pressoché inediti della vita di Guglielmo, come quando per impressionare una lavandaia aveva collegato un pollo spennato, già pronto per essere messo in pentola, a degli elettrodi che lui comandava dalla sua soffitta».
Originale e coinvolgente anche la scelta delle musiche
: si spazia infatti dall’opera lirica a brani di fine ottocento per arrivare a Giovanni Allevi, Francesco de Gregori e Francesco Guccini.
Lo spettacolo, che ha debuttato a settembre 2008, ha ottenuto un enorme successo non solo in Italia ma anche all’estero, con repliche in Australia e Canada. In autunno, dopo alcune data italiane tra cui il FestivaFilosofia, partirà per Bruxelles.

Catia Bartoli
 

Programma Festival Filosofia 2009

 

 

 

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