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informazione culturale

"Arte in-stabile" a Braida: online
il reportage fotografico di Luigi Ottani

Dal luglio scorso chi transita lungo la Circonvallazione sassolese, in zona Braida, non può fare a meno di soffermare lo sguardo sullo stabile al civico 189, quello che è diventato negli ultimi anni uno dei simboli del degrado del quartiere e che ancora porta i segni dell'incendio doloso risalente all'inizio di quest'anno. Oggi però lo sguardo dei passanti ha ben altro su cui posarsi. Dal 21 al 24 luglio scorso, infatti, il palazzone di via Circonvallazione è stato oggetto della performance artistica di un gruppo di writers che, grazie all'iniziativa di "Duplex", l'atelier del duo Loschi - Muratori, ormai da tre mesi attivo ed operante nel tessuto sociale di Braida, hanno esercitato la loro arte sull'edificio con murales e graffiti lungo gran parte della superficie della struttura e sul piazzale. L'evento, denominato "Arte in- stabile", ha visto protagonisti streetartists provenienti dalla realtà culturale sassolese e modenese: Jaix, Zamoc, Olle e Manuel. 
"La street art" spiegò allora Fabrizio Loschi, "è fra tutte la forma d'arte che per sua natura nasce, vive e – solo apparentemente – muore proprio negli spazi urbani destinati a trasformarsi, a volte ad essere superati o abbattuti. Street art, o arte di frontiera: ovunque la si vuole collocare, comunque la si vuole chiamare, l'opera degli artisti che dipingono gli spazi urbani è strettamente legata a luoghi della quotidianità, e non ha paura, anzi si nutre, della precarietà della superficie sulla quale si realizza. È un'arte che si esercita in quei luoghi della quotidianeità, che di solito non collimano con i luoghi deputati dell'Arte contemporanea di oggi: la ricerca della massima visibilità la spinge ad abitare i contesti che non le sarebbero propri. Non ha la pretesa – non vuole averla – dello spazio museale, permanente, stabile. Non ha paura dell'effimero: la documentazione foto e video del gesto stesso di dipingere le superfici ha e avrà un valore in sé, anche quando queste superfici non ci saranno più."
Proprio come accadrà per lo stabile di via Circonvallazione 189 che sarà in futuro demolito, eliminando così  la superficie stessa della rappresentazione dell'arte. Quel giorno non ne resterà che la memoria, supportata dalla documentazione fotografica di cui fin d'ora, grazie alla collaborazione di Luigi Ottani, abbiamo il piacere di darvi un assaggio.

Paola Gemelli

 

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Photo Luigi Ottani

 

notizia pubblicata il 29-08-2008

 

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