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A Sassuolo il ritratto di Francesco I del Velazquez

15/07/2009  E' arrivato a Sassuolo il celebre ritratto del Duca Francesco I d'Este, opera del pittore spagnolo Diego de Silva y Velazquez. Il dipinto, fino al 12 luglio scorso esposto a Firenze in occasione della mostra "I marmi vivi. Bernini e la nascita del ritratto barocco" e normalmente custodito presso la Galleria Estense di Modena, è stato infatti trasferito presso il Palazzo Ducale di Sassuolo, dove sarà esposto al pubblico nei prossimi mesi.

Diego de Silva y Velazquez, pittore del re di Spagna, eseguì il dipinto a Madrid dal 24 al 30 ottobre 1638. Francesco I si trovava all'epoca in Spagna ricoperto di onori, nomine ed atti di familiarità regale, perché Filippo IV voleva l'alleanza del piccolo Stato Estense contro la Francia per la supremazia in Italia. Il giovane ed esuberante Francesco I d’Este era stato accolto con tutti gli onori dall’astuto ed interessato Conte di Olivares che seppe solleticare le corde sensibili del vanaglorioso principe italiano agevolandone la nomina a Viceré di Catalogna ed a Generale dei due Oceani. Per saziare la sua sete di gloria senza nulla concedergli sul piano politico, gli venne, inoltre, conferita l’onorificenza del Toson d’oro e, poco prima di ripartire per Modena, gli fu concesso dal re di Spagna anche il raro privilegio d’essere ritratto dal già celeberrimo pittore di corte. Con ogni probabilità questo notissimo ritratto  fu dipinto come promemoria per una tela di grandi dimensioni, nella quale il Duca di Modena avrebbe dovuto essere raffigurato a cavallo secondo l’iconografia già adottata dal Velazquez nei celebri ritratti di Filippo IV e del Conte di Olivares. Il ritratto equestre di Francesco, però, non fu mai realizzato. Il dipinto a noi pervenuto è però considerato una  delle opere maggiori del Velazquez ed uno dei più significativi testi introspettivi della ritrattistica di tutti i tempi.

Francesco I, si legge ancora nella scheda che gli dedica il portale della Galleria Estense, vi è ritratto nella sua complessa psicologia e nella sua natura tanto vanitosa e diffidente quanto generosa. Il pittore spagnolo (qui a lato, in un autoritratto) fissò, nel ritratto a mezzo busto, i tratti caratteriali e fisionomici del duca, accendendone lo sguardo vivace e astuto sulla splendida armatura scura attraversata dalla banda rossa da cui pende l’agognato tosone, ed esaltò la cornice folta e nerissima della capigliatura da cui emerge il bel volto volitivo e sensuale dall’espressione altera e guardinga. A conferire fascino al dipinto sono proprio le modalità bozzettistiche del non finito, la scioltezza della materia pittorica stesa a strati sovrapposti di lacca per donare maggiore o minore consistenza alle pieghe della stoffa, e gli improvvisi riflessi di luce accesi con agili pennellate sull’armatura alla maniera dei veneti, la profondità dello sguardo filtrato attraverso la mobile vivacità degli occhi...

Da anni il dipinto è esposto presso la Galleria Estense di Modena, che contiene la collezione di opere d'arte che era di proprietà dei Duchi d'Este. Usi ad ospitare artisti e letterati, i duchi Estensi tenevano a Ferrara una delle corti più famose d'Europa. Quando, nel 1598, la capitale  venne trasferita da Ferrara a Modena, vennero di conseguenza spostate anche le collezioni d'arte. A Modena l'ambizioso collezionismo dei duchi accrebbe le raccolte con acquisti e commissioni, specie nel corso del '600, ricorrendo anche a spogliazioni di chiese e conventi del ducato, in aggiunta alle opere acquisite grazie a donazioni ed eredità. Francesco I fu tra tutti il maggiormente impegnato nel ricreare a Modena quell'atmosfera artistica che aveva caratterizzato in precedenza Ferrara. Vissuto nella prima metà del 1600 e fino al 1658, fece della collezione una delle migliori d'Europa con l'acquisizione di opere dei maggiori artisti del suo tempo. A lui si deve anche la trasformazione della rocca di Sassuolo in vero e proprio Palazzo, residenza estiva degna dei suoi ospiti, luogo di villeggiatura e piacevolezze.
Dal 1998 il Palazzo Ducale di Sassuolo è stato riaperto al pubblico ed ha ospitato numerose manifestazioni culturali. Dopo i lavori di recupero che lo hanno interessato, oggi è possibile visitarlo seguendo un itinerario che accompagna nella scoperta degli stupefacenti Appartamenti Ducali voluti da Francesco I, attraverso i seguenti ambienti: Atrio, Scalone d’Onore e Galleria di Bacco (nelle immagini), Camera dei Medaglioni, Camera della Fede Maritale, Camera dell’Innocenza, Camera dei Venti, Camera di Francia, Camera di Spagna, Camera di Giove, Salone delle Guardie, Camera della Fortuna, Camera dell’Amore, Camerino del Genio, Galleria piccola, Appartamento del Duca e Appartamento Stuccato, Appartamento dei Giganti e, infine, la cosiddetta Sala Mochetti.

Paola Gemelli

 

 

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