Periodico telematico di
informazione culturale
Sabato e domenica personale di Giacomo Rossi
13/03/2009
Sarà visitabile sabato 14 e domenica 15 presso la Galleria
Nuovo Comparto, in via XX Settembre 36/A a Sassuolo, "Passato... presente e
in Futuro?", personale di Giacomo Rossi a cura del Gruppi Pittori
Jacopo Cavedoni.
"Approdato alla ricerca artistica vent’anni fa", spiega la nota
critica di Luiza Samanda Turrini, "Rossi configura un
linguaggio ibrido, a metà strada fra le varie declinazioni
dell’Informale, i colori di fuoco dell’Espressionismo e gli schizzi
paesaggistici della temperie impressionista. Ciò che accomuna queste
correnti apparentemente così remote è anche la pietra di volta della
poetica di Giacomo Rossi, vale a dire lo studio sui connubi cromatici e
sulla superficie tattile del supporto. I pigmenti, mattoni basali del
linguaggio di Rossi, si accostano gli uni agli altri come le parti
significanti di un ideogramma, e si sovrappongono fino a diventare
materia tridimensionale. L’artista propone un ciclo pittorico con archi
a tutto tondo e muri di mattoni, attraversati da colate brune
densissime, simbolo delle forze entropiche del tempo a confronto con le
creazioni dell’uomo. Rossi può mescolare colori fosforescenti e
complementari in un caos senza forma, ed accostarvi il nero familiare
delle brume cittadine. Oppure può p orre
poligoni romboidali nelle sfumature del lilla su una base gialla,
movimentare il tutto con spruzzi aerografati di viola e gocce fucsia,
per ottenere infine una texture di forme e colori molto anni Ottanta.
Rossi immette neri cangianti in blu e virgole rosso ciliegia su fondi
perlati, poi vi evidenzia punti di rottura con una trama di vescicole da
ustione, come se la tela fosse riscaldata da una fonte di calore
endogena. La stessa tecnica accomuna tutte le Lacerazioni, che
propongono una rete di bolle da bruciatura sempre più dolorosa e
patologica, come una ferita che non accenni a guarire. Il fuoco che
divampa da dentro ricompare in una tela a base azzurra, dove rettangoli
con venature da minerale si increspano come plastica bruciata,
suggerendo l’impossibile, ovvero che perfino la pietra possa
incendiarsi. Sul versante figurativo, i paesaggi vengono dipinti
d’impeto, in tratti essenziali e con colori acidi, sulfurei, oppure
talmente cupi da essere sempre e comunque innaturali. In
Fiori
c’è un nodo nero centrale di figure umane su cui le forme vengono
disegnate dalla luce, in pennellate cangianti dal celeste, al giallo, al
rosa confetto, mentre sullo sfondo spiccano gabbie di rami in varie
gamme del grigio. Rossi suggerisce in questo modo il mutamento
stagionale, dalla stasi dell’inverno all’esplosione coloristica della
primavera. Questo mutamento è suggerito dai coaguli di colore intorno
agli uomini, come un dato che venga percepito a livello sottile prima
ancora di essere visibile ai sensi nel paesaggio circostante. Dalla
corrente informale Rossi ricava un linguaggio muto e misterioso come la
materia stessa. Il suo codice rimane chiuso alla parte razionale
dell’intelletto, è comprensibile su quel piano che prescinde dalla
logica. Il punto interrogativo che costituisce l’ironico epilogo della
mostra simboleggia appunto quest’incognita, l’incognita del futuro,
l’incognita di sempre."
La mostra, che inaugura sabato alle ore 17, sarà visitabile
negli orari 10-12 e 16-19.
Paola Gemelli
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