Periodico telematico di
informazione culturale
Sopra le nuvole, "un film che è una poesia"
5/11/2008
"Dove
vanno le persone quando muoiono?"
"Lassù, in cielo!"
"Sopra le nuvole?"
Riproposto per la quarta volta, Sopra le nuvole riempie ancora la
sala del cinema Carani, mentre anche a Fontanaluccia e Modena si
moltiplicano le serate di proiezione e c'è persino chi torna a vederlo
per la seconda volta. Un successo che vive del passaparola della gente
cui, come orgogliosamente riporta il pieghevole informativo, fa eco
l'autorevole commento di Mario Monicelli: "trattare certi
stati d'animo, certi argomenti così con quella sobrietà è molto raro
oggi... è la bellezza e la qualità del film... un film che è una
poesia".
Film
autoprodotto che rievoca i massacri di civili operati dalle truppe tedesche a Monchio il 18 marzo 1944 e a Cervarolo due giorni dopo,
Sopra le nuvole è recitato dai familiari delle vittime e
dalla gente del luogo. Registi,
anche loro non professionisti e ancora alla ricerca di una distribuzione
nazionale, i giovani Sabrina Guigli e Riccardo
Stefani che, nella realizzazione del film, sono partiti dall’esigenza di
far conoscere i luoghi e le tradizioni del nostro Appennino. Ci viene
così raccontata una vita povera ma dignitosa, relativamente non toccata dalla guerra in corso, che si snoda tra lavoro, matrimoni, figli, feste di paese
(impossibile non pensare a L'albero degli zoccoli di Ermanno
Olmi) e conosciamo così Ines e Dante, il parroco, il calzolaio,
Battista e Adriano, viviamo la nascita della storia d'amore tra Elena e
Giovanni e rivivono sullo schermo il lavoro nei campi e gli antichi
mestieri, il matrimonio secondo l'usanza montanara, il canto popolare
del "Maggio" e il Ballo dei gobbi... finché su tutto non prevale la
follia della incipiente guerra civile e, con i tre superstiti della
scena finale, non resta che un interrogativo.
Prossime proiezioni a Sassuolo martedì 11 e venerdì 21 novembre.
E' possibile prenotarsi telefonando al cinema teatro Carani allo 0536.
811084.
Paola Gemelli
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