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Tosca inaugura la stagione teatrale del Carani

16/10/2008  Sarà l’immortale, tormentata storia d’amore tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi ad inaugurare la stagione teatrale del Carani. Tosca, l’opera lirica forse più famosa di Giacomo Puccini, sicuramente la più drammatica, con il suo straordinario efflusso di emozioni e colpi di scena, incanterà il pubblico che martedì 21 ottobre, alle ore 21, parteciperà alla superba serata inaugurale.
Opera ultracentenaria (fu infatti rappresentata a Roma per prima volta il 14 gennaio 1900 alla presenza anche della regina Margherita di Savoia)  ma sempre attuale nell’irruenza dei temi trattati, esprime con tutta l’enfasi possibile, come Puccini volle epurando dalla cornice storica il dramma di Sardou da cui il libretto fu tratto, il dramma di un amore perseguitato. Un amore universale ed imponente, come i palazzi e le strade tra cui si sviluppa, quelli di una Roma papale solenne come il sentimento che nell’opera viene consumato. La violenza di certe scene (come la fucilazione di Cavaradossi o l’uccisione di Scarpia) lasciarono la critica dell’epoca alquanto perplessa, ma l’entusiasmo del pubblico e le emozioni suscitate ne fecero da subito una delle opere liriche immancabili nel carnet degli estimatori di ogni epoca. La storia è nota: Il pittore Cavaradossi ama, riamato, la bellissima cantante Tosca, che anela da tempo ad una vita assieme. L’avvenenza di Tosca non sfugge però al barone Scarpia, capo della polizia papalina, che attraverso uno vile espediente riesce a far arrestare e condannare a morte il pittore, chiedendo a Tosca in cambio della grazia per il suo amato, di poterla possedere. Impietosita dalle urla dell’amato che viene torturato Tosca cede al ricatto ma, nel momento il cui il barone pretenderà la sua ricompensa, in un atto di estremo coraggio e disperazione, lo ucciderà a coltellate. Disperata per il gesto obbligata a compiere ma forte della promessa del barone che Cavaradossi non sarebbe stato ucciso dai fucili, caricati secondo il patto a salve, (resta celebre il gesto di Tosca che si ravviva i capelli, con civettuola vanità, dopo aver compiuto l’omicidio) Tosca corre dal suo amato per annunciargli della messinscena della sua fucilazione, dopo la quale potranno scappare assieme, felici, verso la tanta anelata vita assieme. Scarpia aveva mentito, Cavaradossi il giorno dopo sarà fucilato, Tosca disperata si butterà nelle acque del Tevere. “ E lucean le stelle […] Entrava ella, fragrante, mi cadea tra le braccia. […] Svanì per sempre il sogno mio d'amore... L'ora è fuggita, e muoio disperato... e muoio disperato... E non ho amato mai tanto la vita! “ sarà l’immortale dichiarazione d’amore di Cavaradossi la notte prima della fucilazione, tetro e disperato presagio di un amore che il destino non permetterà mai di vedere realizzato.
Sarà l’Orchestra Sinfonica “Cantieri d’Arte” diretta da Stefano Giaroli, accompagnata dal coro dell’Opera di Parma, per la regia di Pierluigi Cassano a dirigere le magistrali interpretazioni del soprano Paola Sanguinetti (Tosca), del tenore Giorgio Casciarri (Cavaradossi) e del baritono Giorgio Cebrian (Scarpia) assieme a tutti gli interpreti che ancora una volta colpiranno il pubblico al cuore, trasformando l’amore in immane tragedia. 

Catia Bartoli

 

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