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informazione culturale

Ultimo week-end per la mostra di Patrizia Rampazzo

19/02/2009  Continua fino a sabato 22 la personale di Patrizia Rampazzo ai Magazzini Criminali di Sassuolo. «Viaggio Lento» è una ricerca concettuale sui temi della mobilità, dell’instabilità come strumento conoscitivo, della nostalgia e della speranza di tutti coloro che migrano o che hanno migrato. La malinconia della lontananza e l’aspettativa di un futuro migliore sono rappresentati da inserti dorati, rispettivamente casette stilizzate e piccoli omini che scrutano l’orizzonte. L’idea del movimento è resa dalla ricorrenza regolare di fori rotondi e moduli rettangolari, che fanno pensare allo scorrimento veloce delle cabine di un treno oppure agli oblò di una nave. In realtà queste forme geometriche che si ripetono fanno parte del supporto scelto dalla Rampazzo per realizzare le sue opere, ovvero un antico strumento musicale trovato a pezzi in un negozio di antiquariato. Questa scelta è felicissima e perfettamente in linea con il concetto di viaggio: gli strumenti musicali infatti emettono onde sonore, e le onde sono onnipervasive, compiono distanze enormi prima di disperdersi, ed attraversano ogni ostacolo. Un’altra linea di ricerca si sviluppa tramite un linguaggio misterico, che impiega simboli come la scala, il materiale aureo, la montagna. Alla montagna sacra vengono dedicate due opere. La stessa montagna compare a chiudere uno dei massimi esempi occidentali di epica di viaggio, il Ventiseiesimo Canto dell’Inferno di Dante. Un epilogo mortifero, medievale, che postula l’inadeguatezza dell’uomo a sopportare il lato amaro della conoscenza, dello sradicamento, della ricerca. Ma, nella nostra cultura, la montagna sacra può addirittura incorporare la polarità normativa della religione con la liberazione anarchica del desiderio di matrice surrealista. Jodorowsky (a cui si rifà la Rampazzo nel titolo dell’opera) con il suo film omonimo mette in scena una fantasmagoria lisergica in cui la tradizione si fonde con la dissacrazione, e i potenti del mondo vengono derisi nella beffa finale. Le montagne sacre di Patrizia Rampazzo sono pezzi di legno ascendenti, screpolati da spaccature quadrangolari. Sembrano invalicabili, ma fra le loro crepe si nascondono appigli dorati, e dietro di loro c’è il sole.
La mostra è visitabile ogni sabato  e domenica dalle 16 alle 19, per appuntamento: 392 4811485

Luiza Samanda Turrini

A sinistra: Dimora. A destra: Nostalgia di naviganti
 

 

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